Avrebbe offeso un lavoratore apponendo in esposizione nelle bacheche della sede delle Ferrovie Sud-Est di Lecce un volantino in cui venivano riportate espressione del tenore: “millantatore, ignorante, insipiente, pseudo-esperto”.

Con l’accusa di diffamazione Antonio Rizzini, 52enne, residente a San Cesario, nell’allora ruolo di segretario provinciale del sindacato Faisa-Cisal, è stato condannato a sei mesi di reclusione dai giudici d’Appello, (Presidente Pietro Baffa), così come in primo grado. L’imputato ha ottenuto la sospensione della pena ma dovrà risarcire in separata sede la parte civile, originario di Alezio. La controversia risale al giugno del 2007 quando il volantino incriminato viene esposto sulle bacheche della sede condito da espressioni non propriamente tenere. Il tenore del manifesto non avrebbe lasciato dubbi circa l’esatta individuazione dell’autore di un precedente bollettino di critica circa l’operato del sindacato. Nel processo di primo grado, lo stesso imputato, in sede d’esame, ha confermato tale circostanza, (peraltro scusandosi espressamente per il contenuto del proprio scritto) senza, però, riuscire a fornire indicazioni circa quali sarebbero stati eventuali ipotetici altri bollettini di critica del sindacato circolanti in quel periodo, oltre a quello di Cotardo. Tra le motivazioni che spinsero il Giudice del Tribunale di Lecce, Fabrizio Malagnino, a condannare Rizzini venne evidenziato come le affermazioni contenute nel volantino rappresentassero una manifesta offesa della reputazione del lavoratore in quanto l’autore non intese criticare solo il tenore delle idee ma anche la stessa persona” e il sindacalista venne condannato. Un orientamento, recepito anche nel processo di secondo grado. L’imputato era difeso dall’avvocato Anna Buccarella. La parte civile da Otello Millauro.