In pieno ed assoluto dissenso col gruppo dirigente nazionale del Partito Democratico per aver tradito lo spirito delle primarie ed aver invaso le liste pugliesi di ‘immigrati dal nord‘ mi dimetto dalla carica di segretario regionale della Puglia”.

Sono le prime parole di fuoco che risaltano nella lettera consegnata questa notte alle 2.45 dal segretario regionale Sergio Blasi a conclusione della riunione con i vertici nazionali del partito per la definizione delle postazioni nazionali da inserire nelle liste di Camera e Senato per la Puglia. Il segretario di Melpignano ha impugnato l’arma delle minacce per protestare contro l’ipotesi di catapultare da altre regioni tre nuovi candidati(Ivan Scalfarotto, Francesca Marinaro ed Enzo Lavarra) facendo passare così in seconda fila Bray e Petrocelli: uno sgarbo di non poco conto, visto che gli organismi regionali di partito hanno già palesato la loro volontà, stigmatizzando tutte le operazioni volte a calare dei nomi sconosciuti in Puglia, ma graditi alla direzione centrale.

«In merito al confronto che si e’ tenuto la scorsa notte tengo a precisare che ai dirigenti nazionali del Partito ho illustrato e sostenuto le indicazioni approvate all’unanimita’ dalla direzione regionale del PD pugliese. Nel corso di tale incontro ho anche ipotizzato un mio possibile passo indietro», a precisarlo in una nota è il segretario del Pd pugliese, Sergio Blasi, che ha anche aggiunto che «il confronto e’ proseguito positivamente con la valorizzazione del risultato delle primarie e della qualita’ delle proposte venute dal territorio grazie al lavoro costruttivo svolto con il gruppo dirigente nazionale e, in particolare, con Pierluigi Bersani». Già, un lavoro costruttivo che potrebbe dissolversi in tarda serata, se la Direzione nazionale del Pd deciderà di ‘catapultare in Puglia’ candidati non in sintonia con le indicazioni della base: il segretario regionale Pd dice di voler far prevalere l’idea di inserire tra i nomi nuovi «personalità che siano espressione della società civile e rappresentino il territorio» e non «gente di partito gradita ai vertici nazionali». Blasi è pronto a battagliare fino all’ultimo minuto per impedire l’assalto dei «paracadutati delle altre regioni». Il segretario regionale può permettersi di puntare i piedi, perché a rinunciato a candidarsi, al contrario di molti altri suoi colleghi sparsi per l’Italia, e ora pretende che Bray, presidente della Notte della Taranta, venga inserito nelle liste in una posizione importante. Tra qualche ora sapremo chi avrà vinto questo braccio di ferro.

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