“Nei periodi in cui non allenavo ho seguito gli allenamenti di molte squadre di serie A in giro per l’Italia. Sono andato anche in Olanda seguendo da vicino il lavoro di mister Van Gaal fingendomi un giornalista; poi mi hanno scoperto e mi hanno allontanato dal campo”.

Si fa quel che si può per attingere nuove conoscenze dai maestri del calcio internazionale, ma dietro quell’aplomb pacato e quasi dormiente, mister Antonio Toma ha dimostrato di essere un vero cappellaio matto. Sono state queste le dichiarazioni più esilaranti del nuovo tecnico giallorosso presentato questo pomeriggio presso la sala stampa “Sergio Vantaggiato” al termine del primo allenamento alla guida del Lecce. L’allenatore ex Berretti ha fatto attendere il direttore Antonio Tesoro e un mucchio di addetti ai lavori per una buona mezz’ora, prima di apparire come l’uomo incaricato di risollevare nel più breve tempo possibile le sorti del Lecce. Lo slang è quello del salentino doc e l’atteggiamento mite e a tratti ermetico ha lasciato trasparire segnali di sicurezza e di serenità all’ambiente. Il magliese ha esordito nell’ambito della sua prima apparizione da tecnico giallorosso sostenendo: “amo il calcio a livelli massimali, ma non sono particolarmente emozionato perché, per il sottoscritto, la panchina del Lecce è un punto di partenza e non d’arrivo. A dispetto di chi pensa che sia un allenatore che non bada alla fase difensiva, Antonio Conte è stato uno dei primi a dirmi che ero un maniaco della retroguardia. Dalla trequarti campo in su sono spesso riuscito a dare un’impronta importante alle mie squadre, ma vi assicuro che cureremo molto la fase difensiva per non ripetere gli errori visti dal Lecce nelle ultime uscite”.
Alla domanda inerente al mercato e sul reale valore della rosa, il mister ha espresso il suo pensiero lanciando la classica frecciata diplomatica al predecessore Franco Lerda: “ questa squadra è una Ferrari e con questo organico farebbe bene anche in serie B. Il Lecce non necessita di ulteriori rinforzi, ma ha bisogno di ritrovare un’identità e giocherà chi realmente meriterà. La difesa scricchiola? Ognuno hai suoi metodi di insegnamento e spero di portare nuove idee e altrettanti schemi di gioco per far rendere al meglio la squadra che ho a disposizione. I ragazzi lavoreranno tantissimo dal punto di vista atletico perché prediligo il gioco basato sull’alta intensità per tutto l’arco dei 90 minuti. Voglio una squadra automatizzata, quindi,  dovranno sudare la maglia ogni domenica soprattutto per rispetto ai tifosi”.
La conferenza fiume è rotolata al termine entrando nei meandri tecnici del lavoro sul campo che dovrà svolgere Antonio Toma nelle prossime settimane: “la pausa ci consentirà di lavorare con serenità e di avere il tempo necessario per inculcare ai giocatori le mie idee tattiche, cercando di trasmettere l’entusiasmo che ho visto mancare fino a questo momento. Gli allenamenti di tecnica gli effettueremo al Via del Mare, mentre in caso di pioggia utilizzeremo il sintetico di Calimera. Da qui a alla prossima gara col Treviso ci attendono 13 sedute impegnative e userò spesso la lavagna per insegnare ai ragazzi i movimenti che dovranno fare in campo”.