Favorì la latitanza del fidanzato, durata oltre cinque mesi, ricercato per tentato omicidio. Si è aperto nei giorni scorsi il processo a carico di Teresa Cacciatore, 30enne di Gallipoli, accusata di avere favorito e sovvenzionato la fuga di Cristian Barone, 26enne gallipolino, arrestato nell’aprile del 2008 in provincia di Vicenza, per il tentato omicidio di Cristian Pisanello

, avvenuto il 29 ottobre del 2007, in via Scalelle, alla periferia della cittadina ionica.
Secondo la procura di Vicenza, la 30enne avrebbe agevolato la latitanza del suo fidanzato, con l’invio di somme di denaro, spedite – come hanno avuto modo di accertare gli investigatori – attraverso il sistema dei vaglia postali.
L’udienza del processo è durata solo pochi minuti, giusto il tempo di essere aggiornata al prossimo 12 giugno, quando in aula saranno ascoltati il capitano dei carabinieri del nucleo investigativo di Vicenza ed un altro militare.
La latitanza di Cristian Barone iniziò all’indomani del gravissimo episodio di sangue, tra via Scalelle e via Brescia, a Gallipoli, scaturito probabilmente da accesi contrasti tra bande rivali. Barone, ritenuto uno dei presunti principali artefici della sparatoria (in primo grado è stato condannato, per tentato omicidio, a 15 anni e 7 mesi), era riuscito a sfuggire sia al fermo di polizia giudiziaria, sia all’ordinanza di custodia cautelare. La sera del 29 ottobre 2007 furono esplosi diversi colpi di pistola all’indirizzo del gallipolino Pisanello, alla data dei fatti 23enne. Durante quel conflitto a fuoco, avvenuto per un regolamento di conti, furono coinvolte in maniera accidentale anche una donna di 30 anni, che insieme alla figlia di appena tre, stava rincasando a bordo di una Renault Scenìc, il cui lunotto fu centrato dalle pistolettate.
Il gallipolino, alla data dei fatti appena 22enne, fu rintracciato ed arrestato a Lonigo, in provincia di Vicenza.

 

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