La politica in queste ore è come una partita a scacchi: giocatori astuti fanno le loro mosse o attendono che qualcuno sbagli per mangiarsi i suoi pezzi migliori. Uno dei più arguti scacchisti nel centrodestra è Raffaele Fitto: il suo silenzio, durante il periodo del grande caos, ha già dato i suoi frutti. Oggi l’ex ministro è solo al comando grazie al gesto di Mantovano: l’ex sottosegretario ha scelto Monti. Questa situazione consente a Fitto di avere campo libero in Puglia (Quagliariello dovrebbe candidarsi in altre regioni) e di potersi misurare con i numeri. I dissidenti del Pdl cercano di portare via altra gente dal partito di Berlusconi e di trovare una collocazione nelle liste montiane.

Mantovano, però, ha già qualche problema: sfumata l’ipotesi di una candidatura da capolista al Senato nella lista Frattini (quest’ultimo nome non farà parte della pattuglia degli ex Pdl perché tornerà al Consiglio di Stato), ora si parla di una posizione nella lista Monti. Il guaio è che, a parte le parole, sembra che i dissidenti Pdl stiano facendo fatica a trovare una posizione interessante. Nel caso di Alfredo Mantovano, ad esempio, i rumors parlano di uno stop alla candidatura dato da Montezemolo, notoriamente vicino al rettore dell’Università del Salento, Domenico Laforgia. In realtà, per la lista Monti si era parlato di nomi nuovi, provenienti dalla società civile, ma per l’ex sottosegretario si potrebbe fare una deroga, vista la scelta, fatta a suo tempo, di non votare contro il governo del professore bocconiano. Il retroscena è confermato dagli ambienti universitari: Montezemolo, in tempi non sospetti, aveva deciso di proporre una candidatura nella sua lista al rettore Laforgia, poi lo scandalo ha fatto sfumare tutto e oggi potrebbe essere venuta l’ora della resa dei conti con Alfredo Mantovano. Monti scioglierà le riserve entro martedì e potrebbe decidere di premiare, nonostante la contrarietà di Montezemolo, la scelta dei dissidenti del Pdl.
Anche per gli uomini di Mantovano la situazione non è semplice: Simona Manca non sceglierà la via intrapresa dall’ex sottosegretario, mentre Saverio Congedo continua a prendere tempo, ma si sa che una candidatura in Parlamento lo sta tentando da mesi. Il consigliere regionale mantovaniano aspetterà di capire quale potrebbe essere la sua posizione nella “Lista Fratelli d’Italia”e poi sceglierà se candidarsi o riproporsi alle prossime regionali.
Intanto, tra i fittiani si respira un’aria piuttosto pesante: almeno un 50 per cento degli uscenti dovrebbe restare fuori. Poi ci saranno i nomi blindati: Rocco Palese, dopo anni di militanza in Regione, potrebbe essere candidato tra i primi al Senato, mentre Roberto Marti, dopo il primo mandato in Regione dovrebbe essere catapultato a Montecitorio. In molti storcono il naso, cominciano i mal di pancia, perché ci sono quelli che vorrebbero farsi un altro giro: Lazzari(dato tra i sicuri non candidati), Barba, Lisi e Costa sono tutti nomi in bilico, ma loro non molleranno e cercheranno fino all’ultimo una collocazione, anche in qualche lista collaterale. Di certo c’è che i posti ora sono veramente pochi: a sentire i sondaggi, il premio di maggioranza se lo accaparrerà la sinistra, che ha la vittoria in pugno, mentre la truppa del Pdl pugliese sarà dimezzata (dovrebbero essere 11 o 16 i parlamentari eletti, secondo i sondaggi attuali,  in base al risultato elettorale). È chiaro che in questa situazione, se non esiste la possibilità di stare in pole position, diventa difficile essere eletti.
Altro grattacapo per Fitto è quello relativo alle new entry: si valutano le candidature di imprenditori che si sono fatti valere anche come amministratori locali. Uno dei nomi già usciti è quello del sindaco di Carmiano, Giancarlo Mazzotta, che ha dato sostegno al Pdl e a Paolo Perrone con l’elezione del figlio Paride, che, pur avendo ottenuto un risultato importante in termini di voti, ha preferito non battere cassa. C’è una squadra forte, pronta a scendere in campo, dietro la candidatura di Mazzotta, ma sono stati già mandati dei segnali precisi ai vertici del Pdl: il sindaco di Carmiano non si accontenterà di una posizione borderline, si spenderà solo se Fitto deciderà di valorizzarlo e di puntare su di lui nella corsa al Parlamento. In campo ci sarà anche Adriana Poli Bortone, che quest’estate annunciò al Corrieresalentino.it il suo ritiro: in politica tutto può cambiare da un giorno all’altro e adesso ‘Grande Sud’ potrà giocarsela ad armi pari con la altre liste del centrodestra.
loading...

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

4 × 4 =