Ci sono dei paesini che non hanno niente, oppure offrono poco: nessun luogo di ritrovo interessante, pochi spazi culturali, pochi luoghi d’incontro. Niente, a parte qualche bar anni ’80. Poi arrivano tre ragazzi che decidono di portarci il teatro, la musica diversa e originale, il tango, i gruppi emergenti, la voglia di incontrarsi e di divertirsi. Pochissimi soldi per chi gestisce un circolo Arci: se togli le spese, poche centinaia di euro da dividere in tre e spesso vai anche in perdita. Una storia di passione e d’impegno. Una storia che qualcuno vuole fare finire con la violenza e il furto. Saranno le forze dell’ordine a dirci se potrà continuare, assicurando alla giustizia chi, facendo un furto al Guernica (e devastando il locale), ha rubato anche uno spazio di grande libertà e cultura.

 

La criminalità ha voluto imporre la sua legge, fatta distruzione, furti, soprusi e ricatti: non è un caso che se la sia presa proprio con un’associazione di promozione sociale, non violenta e pacifista. Per i proprietari è stata una brutta sorpresa: una piccola ‘Guernica’ devastata, come nel celebre quadro di Picasso, ma senza morti, a parte la libertà di fare cultura (quella sì che l’hanno assassinata!).

Qualcuno voleva soldi? Sicuramente c’è chi vuole tenere sotto controllo tutto. In certi piccoli centri di provincia gli spazi liberi non sono graditi, soprattutto se non generano lucro. Il Guernica è un punto di riferimento per molta gente, è il posto dove vai a fine serata per ascoltare buona musica, ma è anche un punto di riferimento per molti gruppi underground: il suo palco è aperto alla creatività, al teatro, allo sport. Un’idea messa in piedi da tre ragazzi “squattrinati, ma creativi”, che hanno puntato sul sociale e hanno avuto successo.

Ora, le istituzioni dovrebbero chiedersi se hanno la capacità di difendere da aggressioni di questo tipo le associazioni e le imprese che vengono avviate in posti non troppo “vivi” del nord Salento. Perché è chiaro che parlare di casuali e semplici vandali-ladri mi sembra da ingenui e le forze dell’ordine non sono composte da sprovveduti. C’è qualcosa dietro tanta cattiveria, dietro allo sfregio del sogno dei tre soci del Guernica. Noi abbiamo fiducia nella giustizia, ma, intanto, quanto sarà difficile recuperare i danni di migliaia di euro? Forse sarà molto dura, ma spero che qualcuno aiuti questi ragazzi a rimettersi in piedi, altrimenti avremo perso tutti. Perché se è così facile cancellare uno spazio di libertà e cultura, sarà difficile vincere la battaglia contro l’ignoranza violenta e spietata che prende piede in alcuni punti del nostro Salento.

 

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