Forse i malviventi che hanno devastato il Guernica e hanno puntato una pistola alle tempie di uno dei responsabili, per chiedere l’«affitto», non si aspettavano la reazione dei tre soci e della società civile. Del resto, prima del furto-devastazione, si è verificata una scenetta in stile mafioso, che avrebbe fatto spaventare chiunque: un ragazzo è entrato nei locali del circolo cercando il presidente, che quel giorno non c’era, così ha chiesto al vicepresidente di uscire fuori, perché c’era qualcuno che voleva parlargli: all’esterno del locale si è presentato un uomo incappucciato che chiedeva circa 800 euro mensili, con una pistola, giusto per far capire che non scherzava.

Bisogna avere sempre la forza di indignarsi e di difendere i presidi di libertà, socialità e cultura, come nel caso del circolo Arci. I proprietari hanno deciso di reagire e di riaprire sabato. Diversi attestati di solidarietà sono giunti e continuano ad arrivare in queste ore: tutti chiedono un intervento deciso delle istituzioni e delle forze dell’ordine per fare giustizia.

La Cgil parla di «un fatto gravissimo che segue, forse non casualmente, alla denuncia di minacce e di un tentativo di estorsione subito dai compagni del Circolo poco tempo fa». «Nell’esprimere vicinanza – continua il sindacato – e solidarietà ai giovani che scelgono di rispondere alla violenza all’intimidazione con la resistenza pacifica e il coraggio della civiltà, riteniamo necessario che tutte le forze sane e democratiche del territorio facciano corpo sociale per respingere questi gravissimi e preoccupanti fenomeni di illegalità e intimidazione che si stanno verificando con una frequenza drammatica nella nostra provincia. Ciò che è accaduto al Guernica coinvolge tutti, riguarda il futuro e la speranza dei nostri giovani e del nostro territorio».

Stupore, incredulità e indignazione anche per Dario Stefano e Loredana Capone. La vicepresidente della Regione Puglia parla di «cultura violata»  e chiede agli investigatori di trovare i colpevoli al più presto. Carlo Salvemini, consigliere di Lecce Bene Comune, ha cambiato l’immagine del suo profilo con il logo del Guernica e ha proposto una manifestazione, tra sabato e domenica per solidarizzare con le vittime di questo attacco alla cultura: «Andiamo oltre la solidarietà verbale postata sulle nostre bacheche (giuste, sacrosante, doverose).Organizziamoci: raggiungiamo Arnesano (sabato, domenica?), mettiamoci al fianco di questi ragazzi, marciamo sorridenti nel paese, diamo un contributo in denaro per aiutarli a riaprire. Non lasciamoli soli: se siamo tanti su fb possiamo essere di più in strada!».

La gara di solidarietà è già partita, l’Arci Comitato territoriale di Lecce ha già aperto un conto corrente: codice iban per le donazioni IT76N03359001001600000007591 Banca Prossima, causale pro Arci Guernica. «Le intimidazioni non fermeranno l’Arci Guernica. Si tratta di un’azione gravissima perpetrata contro uno dei circoli più vivi della Puglia e che, comunque, non scalfirà l’attività culturale che da sempre lo contraddistingue», ha dichiarato ieri al in un comunicato stampa il presidente Arci Puglia, Alessandro Cobianchi. La strategia è non abbassare mai la guardia di fronte a questi gravi atti estorsivi.

 

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