Nel Pdl scatta l’allarme: bisogna motivare tutti, anche gli uscenti non ricandidati. Il sondaggio Piepoli, anche se giudicato «non realistico» da Amoruso e Distaso, nella conferenza barese di ieri, inspessisce il dubbio che più di qualche deluso non si impegni a sufficienza. La partita pugliese è troppo importante per perderla: Fitto si gioca la leadership indiscussa. Ma c’è troppa gente fuori, vittima dei mal di pancia: ecco perché in queste ore si ragiona in prospettiva, si dipingono riscatti regionali per motivare le truppe.

 

Nella conferenza di presentazione delle liste, a Bari, c’era qualche illustre assente, ma tutto è stato motivato con un difetto di comunicazione: inviti non pervenuti. Intanto, se i sondaggi nazionali lasciano presagire rimonte epiche e disturbano i sogni di Bersani, in Puglia le cose sembrano andare diversamente(basta guardare i sondaggi pubblicati ieri dal Corrieresalentino.it): ecco perché i queste ore i vertici cercano di correre ai ripari. Gli incontri si susseguono, anche con i delusi, per evitare che si limitino a votare, senza un impegno forte per portare tutti i voti possibili.

Il fatto è che, se il peggiore dei sondaggi non sarà smentito, il Pdl rischierà di trovarsi con solo due salentini eletti e perfino Marti fuori dai giochi. Anche Adriana Poli Bortone, sondaggi alla mano, dovrà fare un miracolo per essere eletta: non è facile raggiungere il 3 per cento senza l’aiuto della Puglia Prima di Tutto (era già chiaro dall’inizio che Fitto non avrebbe mai concesso che i suoi uomini portassero l’acqua alla senatrice). Uno scenario da scongiurare: i vertici sono al lavoro e chi non farà il suo dovere potrebbe perdere il treno delle regionali.

Le prospettive regionali sono un buon motore per spingere all’impegno le truppe del Pdl. Si parla già di due candidati alla presidenza: molto probabile il nome di Schittulli, un po’ meno quello di Perrone. C’è anche D’Autilia tra le teste di ariete da usare per espugnare il palazzo regionale attualmente nelle mani di Vendola. Poi, si parla della candidatura del professore Costa, il figlio del senatore uscente, anche per non disperdere tutti un elettorato molto fedele a quella famiglia: un elettorato che, con questa promessa di candidatura, dovrebbe rispondere bene anche alle politiche.

Intanto i coordinatori regionali incoraggiano i fedelissimi, dopo la divulgazione del sondaggio Piepoli: «Tutti i sondaggi nazionali pongono la Puglia tra le Regioni in cui il centrodestra ha ottime possibilità di vincere e di prendere il premio di maggioranza al Senato; gli stessi sondaggi nazionali, oggi su tutti i giornali, rilevano la crescita costante del centrodestra negli ultimi giorni e un divario tra centrodestra e centrosinistra che va da un minimo del 2,6 ad un massimo del 9%; non è credibile che in Puglia tale divario sia addirittura del 13%. Senza voler fare polemiche, riteniamo che il pur autorevole istituto del Prof. Piepoli stavolta abbia preso proprio una cantonata e che i cittadini pugliesi, peraltro reduci da ben otto anni di malgoverno regionale e di promesse non mantenute dalla sinistra, daranno fiducia alle nostre liste interamente espressione del territorio e composte da tanti giovani, uomini e donne che negli anni hanno dimostrato di impegnarsi e portare a casa risultati positivi per il Sud e per la Puglia e confermeranno con il loro voto che il centrodestra ed il Pdl in Puglia sono ancora maggioranza».

Una cosa è certa: i sondaggi non possiedono mai la verità assoluta. Il Pd salentino non si scopre, è bastata l’esperienza del sondaggio fatto per il Comune di Lecce, che prevedeva numeri rimasti solo pura fantasia.

 

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