In tutta la Puglia si avvicinano i “giorni del fuoco”, durante i quali, culto religioso e tradizioni pagane s’intrecciano dando vita a numerose iniziative che, proprio nel fuoco, inteso come elemento capace di esorcizzare mali e paure, hanno la loro essenza.

Tanti sono i falò che, tra il 16 e il 17 gennaio, in concomitanza con i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate, vengono accesi in ogni angolo della regione, dalla provincia di Foggia fino al Salento. Tralci di vite e legno bruciano a Rocchetta Sant’Antonio, Fasano, Molfetta, Cisternino, San Severo, Volturara Appula, San Donato di Lecce, Novoli, Massafra, Soleto, Avetrana, Sannicandro Garganico. Forte, in tutta la Puglia, e’ la devozione verso Sant’Antonio Abate, il monaco anacoreta che, intorno al 270, scelse di ritirarsi in un eremo nel deserto egiziano, per ingaggiare la sua personale battaglia contro il demonio, da cui, secondo quanto e’ stato tramandato, si sentiva perseguitato.

A Novoli, nel Salento, il 16 gennaio, arde il falo’ piu’ grande di tutti, la Focara, una enorme catasta di tralci di vite ben essiccati, innalzata da esperti del posto che si tramandano le complesse tecniche costruttive di padre in figlio. La Focara di Novoli e’ un’opera monumentale alta circa 25 metri e con un diametro di 20 metri, realizzata utilizzando 80mila fascine di vite. Ogni anno, per vederla bruciare, nel minuscolo paese, poco distante da Lecce, si radunano molte migliaia di persone provenienti anche da altre regioni. Alla Focara il Comune di Novoli ha affidato il compito di rappresentare la cultura immateriale del Salento.

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