La Funzione Pubblica CGIL di Lecce ha sempre ritenuto ed evidenziato nelle opportune sedi la necessità che il servizio di 118 avesse la priorità nell’internalizzazione dei servizi passati alla società in house della ASL salentina.

Tutto ciò rispondeva, dal nostro punto di vista, sia ai risparmi economici che a garantire buona occupazione e un migliore servizio ai cittadini. Scelte aziendali diverse hanno fatto in modo, però, che ancora oggi il servizio 118 venga svolto in gran parte al di fuori dell’ASL. Infatti, al fianco degli operatori del 118 dipendenti ASL, operano da un lato due aziende private con 46 dipendenti di ruolo e dall’altra diverse associazioni con personale volontario.
Quando ormai sembrava tutto andasse nel verso giusto e dopo un lavoro continuo di questa Organizzazione sindacale durato quasi due anni, l’Assessorato Regionale alla Sanità pone un veto e blocca una proposta di delibera della ASL di Lecce dei giorni scorsi che andava nella direzione dell’internalizzazione dei 46 lavoratori 118 alle dipendenze delle aziende private, dalla CGIL sempre auspicata. Non comprendiamo questo atteggiamento anomalo dell’Assessorato, esternato e da noi contestato anche in un incontro barese del 21 gennaio scorso. Ci appare veramente strano che manchi a tal punto un coordinamento tra le scelte della ASL di Lecce e gli indirizzi della Regione. Tanto più perché questi atteggiamenti, attuati nella logica dell’annuncio seguito subito dopo dalla smentita, non possono consumarsi, come al solito, sulla pelle dei lavoratori interessati. Non accettiamo che si giochi sempre sull’anello debole della catena, anche perché questi comportamenti consentono ad alcuni sindacati di strumentalizzare situazioni al fine di rivendicare risultati, che, come noto, non sono assolutamente riconducibili alle loro pregresse azioni rivendicative. Non ci risulta che alcune organizzazioni sindacali. stiano premendo presso l’Assessorato Regionale alla Salute per l’internalizzazione anche dei lavoratori volontari del 118. La FP CGIL è consapevole che la partita che si sta giocando in questi giorni è quella che riguarda soltanto i 46 lavoratori delle due aziende private salentine. Certamente, questa O.S. auspica che il processo di internalizzazione nel prossimo futuro riguardi anche il personale volontario delle associazioni.
Per cui, pur comprendendo che si è in una accesa fase di campagna elettorale, la Funzione Pubblica CGIL ritiene però che nel grave contesto socio-economico che viviamo, le speculazioni politico-elettorali di alcuni esponenti candidati e di alcune sigle sindacali non giovino ai lavoratori e alle loro famiglie. L’internalizzazione deve essere fatta e si farà, come peraltro ci risulta da autorevoli fonti baresi, per cui invitiamo tutti, ciascuno per il proprio ruolo, ad assumere responsabilmente le opportune decisioni senza lasciare spazi a interpretazioni tendenziose e ad azioni poco rispettose, in primo luogo dei lavoratori interessati e delle loro famiglie, e che senza dubbio potrebbero avere ripercussioni anche sull’efficienza di un così delicato servizio per i cittadini.
Andiamo avanti con questa internalizzazione che ribadiamo oltre a garantire una maggiore dignità lavorativa  a 46 persone consente anche un risparmio economico dell’Azienda Sanitaria di Lecce, con  ovvie ripercussioni sull’intera collettività salentina.

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