Lei ha una specializzazione in epistemologia, qual è il significato di questo termine?

Il termine ‘epistemologia’ deriva dal greco epi(su) e stéme (stare), ovvero stare sopra.

L’epistéme designa lo stare sopra, ovvero quel sapere che è assolutamente certo in quanto al di sopra di ogni dubbio.. In questo senso il termine episteme è l’opposto del termine doxa che vuol dire opinione e che rimanda ad una certezza solo soggettiva.
Attualmente il significato del termine episteme è però diverso che in passato, quando ancora si riteneva fosse possibile accedere a verità universali ed eterne. Oggi l’epistemologia è una disciplina problematica che concepisce la ‘verità’ come il risultato di un processo metacognitivo di costruzione sociale che si sviluppa interrogandosi e confrontandosi sulla linea di demarcazione fra scienza (conoscenza intersoggettiva) e non-scienza.

Il suo laboratorio si intitola ‘Pensare ed agire nell’ottica della complessità’, ma cosa significa pensare ed agire nell’ottica della complessità?

La cultura occidentale si fonda su una serie di assunti che da qualche decennio, soprattutto alla luce di recenti scoperte scientifiche nell’ambito delle neuroscienze, della teoria dei sistemi autopoietici, dell’epigenetica e della fisica quantistica, sono oramai insostenibili e costituiscono dei gravi ostacoli alla crescita umana.
Questi ostacoli sono fondamentalmente tre:

1.    la visione lineare e riduzionista dell’universo, cioè la credenza che la ‘realtà’ sia scomponibile e riducibile ai suoi componenti fondamentali
2.    la credenza che la realtà esista indipendentemente da colui che la osserva
3.    la credenza che la mente razionale sia superiore a quella emotiva e corporea.

Il superamento di queste credenze è la conditio sine qua non per l’avanzamento del sapere scientifico e, sul piano personale e sociale, la condizione per comunicare e organizzarsi in modo ecologico, così da stare star bene con se stessi e con gli altri nell’ambiente naturale nel quale viviamo.

A chi è rivolto il laboratorio?

L’obiettivo del laboratorio è quello di mostrare i limiti del paradigma di pensiero tradizionale, descrivere le conseguenze negative che esso comporta e quindi introdurre al pensiero complesso, che è intrinsecamente sistemico e olistico.
Si tratta di conoscenze e competenze trasversali che ampliano la nostra prospettiva mentale e che sono sempre più indispensabili per permetterci di orientarci in un mondo globalizzato in rapida trasformazione. Conoscenze che ci permettono di ragionare e di agire in una logica di rete, in quanto in uno scenario di avanzata frantumazione sociale qual è quello in cui noi oggi viviamo, la rete costituisce una risorsa indispensabile e insostituibile; perché è oramai impensabile che un soggetto (nodo) possa riuscire a salvare se stesso senza connettersi con gli altri e contribuire così alla salvazione e alla crescita dell’intero sistema.
Il laboratorio non si rivolge quindi ad uno specifico target in quanto è utile a tutti: insegnanti, medici, professionisti, amministratori, imprenditori, impiegati,avvocati ecc.; a chiunque sappia riconoscerne l’utilità ed il valore e sia quindi motivato ad iscriversi.

Dove si tiene e come si sviluppa il Laboratorio?

Il laboratorio si terrà qui a lecce, presso una struttura spaziosa e molto confortevole situata all’ingresso della strada per S. Cesario. Si articola in 10 moduli della durata di 3 ore ciascuno da tenersi due giorni la settimana e la quota di iscrizione è di euro190. (Per eventuali informazioni tel. al 329 0629536).