La canapa diventa un antidolorifico. A promuovere l’iniziativa che viola la legge Fini-Giovanardi per la coltivazione di canapa, l’associazione Lapiantiamo, primo Cannabis Social Club d’Italia, una struttura pensata per aiutare chi utilizza la canapa per ragioni mediche a prodursi da solo le sostanze necessarie, senza ricorrere al mercato illegale.

I promotori dell’iniziativa sanno di commettere una violazione e a tal proposito il presidente dell’associazione Andrea Trisciuoglio, con il segretario Lucia Spiri, spiega all’Espresso: “Ogni giorno migliaia di malati sono costretti ad acquistare la canapa che consumano per il proprio benessere da organizzazioni più o meno criminali, con le ben note conseguenze”.

“In Europa esiste da anni una rete di cannabis social club, riuniti anche in un’associazione (Encod). Ma il nostro club sarà riservato alla coltivazione a scopo terapeutico”. “Ad oggi – continua Trisciuoglio – non ci sono ancora arrivate critiche o minacce anzi, ovunque parliamo della nostra iniziativa raccogliamo sostegno, persino via mail e dall’estero”.

“Il nostro obiettivo è essere aperti a tutti coloro che possono trovare beneficio terapeutico dalla cannabis. Nel gruppo fondativo ci sono malati di sclerosi multipla, ma la canapa può aiutare a sopportare il dolore in molti altri casi. Bisogna per forza avere dei dolori lancinanti o essere ridotti in sedia a rotelle per ribadire il proprio diritto alla salute?”.

L’associazione Lapiantiamo non è la prima a trattare l’argomento in Italia. Qualche mese fa anche la Commissione Sanità della regione Toscana presieduta da Marco Remaschi, ha dato parere favorevole alla proposta di legge regionale sull’uso terapeutico della marijuana. Il testo è stato votato dalla maggioranza. La ragione del provvedimento è quella di garantire a tutti i cittadini la possibilità di accedere ai farmaci cannabinoidi per la cura del dolore, nelle cure palliative e anche in altri campi di trattamento. In moltissimi altri paesi chi è sottoposto a chemioterapia o ad altri trattamenti simili può assumere sostanze cannabinoidi perché, come è provato scientificamente, diminuiscono nausea e vomito e con esse si riduce notevolmente l’assunzione di morfina”. Per iniziare la sua lotta al dolore, l’associazione Lapiantiamo aprirà il prossimo 29 gennaio a Racale, il primo club della cannabis. Per cercare di sollevare il problema anche a livello mediatico e difendere la realizzazione della struttura, l’associazione ha raccolto l’adesione di politici nazionali, come l’onorevole Rita Bernardini dei Radicali, il partito che più di tutti ha promosso la battaglia per la legalizzazione delle droghe leggere, oltre a esponenti della società civile come Mina Welby e Don Andrea Gallo. Lo stesso sindaco di Racale si è speso in favore del Cannabis Social Club.