La procura distrettuale antimafia di Lecce ha scoperto e sventato un progetto per far evadere e liberare Raffaele Martena, di 26 anni, di San Pietro Vernotico (Brindisi), considerato dagli inquirenti elemento di spicco del troncone della organizzazione di tipo mafioso Sacra Corona Unita facente capo a Salvatore Buccarella, di Tuturano (Brindisi).

A quanto si e’ appreso, la fuga era prevista durante il trasferimento, in ambulanza, dal supercarcere di Borgo San Nicola (a poca distanza dal capoluogo salentino) a quello di Lecce, dove Martena era detenuto. Martena – secondo quanto si e’ saputo – avrebbe dovuto simulare un malore riuscendo cosi’ ad ottenere il trasferimento all’ospedale Vito Fazzi. L’assalto armato all’ambulanza e agli agenti della polizia penitenziaria doveva scattare – secondo il progetto – durante quest’ultimo tragitto. Il piano sarebbe stato organizzato dallo stesso Martena e comunicato all’esterno agli altri complici del sodalizio criminoso con alcune lettere cifrate. Le missive intercettate dai carabinieri del Ros coordinati dal sostituto procuratore Antonio De Donno sono state poi decifrate grazie alla chiave di lettura del codice scoperto tra gli effetti personali di Martena, nella sua cella. Martena e’ stato arrestato nell’ambito dell’operazione antidroga della Questura di Lecce chiamata ‘Peter Pan’. L’uomo e’ stato gia’ condannato a 15 e 18 anni per traffico di stupefacenti. Dopo la scoperta, Martena e’ stato trasferito in un penitenziario di massima sicurezza nel Nord Italia.

 

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