«Sino al 31 dicembre scorso – afferma l’on. Ugo Lisi – per avere diritto alla pensione di invalidità, gli invalidi civili al 100% non dovevano superare un limite di reddito annuo calcolato in base alle entrate strettamente personali. Dal 2013 verrà considerato anche il reddito del coniuge. Questa decisione amministrativa di INPS non si basa su alcun dettato normativo – spiega – ma su una Sentenza della Corte di Cassazione,

neanche pronunciata a sezioni unite, del 2011 (Sezione Lavoro 25 febbraio 2011, n. 4677).
La conseguenza immediata è che gli invalidi totali titolari, assieme al coniuge, di un reddito lordo annuo superiore a 16.127,30 euro, perderanno il diritto alla pensione (275,87 euro al mese)».
«Tali provvedimenti – aggiunge – vanno oltre la più comprensibile accettazione, in quanto si vanno a privare gli aventi diritto di un importante sostegno. Per questo sono pienamente d’accordo con il segretario provinciale del Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità (SFIDA), Vito Berti, che considera tale decisione penalizzante. Da parte mia – conclude Lisi – mi attiverò immediatamente, anche se ci troviamo a fine Legislatura, presso il Ministro del Welfare per fare sì che venga rettificata nel minor tempo possibile una circolare che lede profondamente i diritti degli invalidi totali, titolari di una pensione di invalidità civile».

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