La Cgil, la Fisac Cgil e la Filcams di Lecce denunciano la grave situazione in cui, a partire dal 1° gennaio 2013, sono venuti a trovarsi undici lavoratori di una ditta appaltatrice, dipendenti di una società che si occupa delle attività di back-office, sul polo di Lecce della Banca Monte dei Paschi di Siena.

A causa del mancato rinnovo del contratto alla società, i lavoratori interessati, che da oltre 15 anni svolgono la loro attività nell’ambito della Banca (prima nel Credito Popolare Salentino, poi nella Banca del Salento, Banca 121 Promozione Finanziaria, Banca Monte dei Paschi di Siena, oggi) si sono visti recapitare una lettera con la quale il datore di lavoro ha comunicato loro il licenziamento per giustificato motivo oggettivo con decorrenza dal 1° gennaio 2013.
Si tratta di undici famiglie che, dall’oggi al domani, sono state private dell’unica e primaria fonte di sostentamento, del reddito che garantiva loro la possibilità di far fronte ad impegni economici già assunti, a mutui già contratti, alla possibilità di far crescere i figli e garantire loro un’esistenza dignitosa.
Sono questi gli effetti di politiche che sempre di più stanno cercando di svuotare il Lavoro dei contenuti di tutela, di garanzia, di dignità, in nome di una modernità, figlia del pensiero neoliberista, che non risponde sicuramente all’esigenza di creare nuova occupazione, ma produce solo precarietà e disperazione.
Se esistono strumenti di legge ad hoc, quale il ricorso alla catena di appalti, ai trasferimenti di Azienda, alle esternalizzazioni, per eludere, in situazioni di questo tipo, qualsiasi responsabilità giuridico/legale, esiste una responsabilità etica, morale e sociale alla quale una Banca come Monte dei Paschi di Siena, non può sottrarsi.
A questi lavoratori esprimiamo tutta la nostra solidarietà, chiedendo a Monte dei Paschi di Siena di trovare una soluzione finalizzata a garantire il mantenimento dei livelli occupazionali sul territorio e di conseguenza l’occupazione per gli undici lavoratori interessati dal provvedimento di licenziamento. Al tempo stesso, si invitano le istituzioni e la politica a svolgere la loro parte, sostenendo questo territorio, già fortemente penalizzato e drammaticamente colpito dalla crisi.

 

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