L’attività di indagine svolta dai militari della Compagnia di Maglie ha consentito di verificare l’esistenza di un sodalizio specializzato nella commissione di rapine ed altri reati in provincia di Lecce.

nel corso del lavoro degli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Francesca Miglietta, è emerso chiaramente come Giuseppe Stasi fosse a capo del gruppo e, a seguito dell’applicazione nei suoi confronti della misura cautelare in carcere, approfittasse del suo stato detentivo per stringere nuove e più importanti alleanze con esponenti di altri gruppi criminali, già attivi nel narcotraffico, accettandone la “protezione”. Nell’ambito del sodalizio, diretto a commettere furti, i singoli si ripartivano i compiti attestando l’esistenza di una specializzazione che rendeva più efficiente il sodalizio stesso. E infatti, i fratelli Stasi si occupavano di programmare le azioni delittuose e convocare gli altri sodali. Gli stessi procuravano all’organizzazione la disponibilità di armi, di autovetture provento di furto e assicuravano la disponibilità di luoghi in cui nascondere i mezzi. inoltre il gruppo era specializzato anche nella vendita di droga, segnatamente di cocaina, importante fonte di lucro. A tal proposito dopo il sequestro di una missiva nell’abitazione di Giuseppe Stasi, in cui si faceva riferimento ad una presunta attività di spaccio, gli investigatori captano un colloquio tra i due fratelli in cui Martino Stasi spiegava di essere intercettato e aveva ordinato ai suoi clienti di non contattarlo più per telefono. E che il gruppo fosse pronto lo si evince anche da un passaggio dell’ordinanza in cui i due fratelli stavano progettando la possibilità di far saltare l’auto del loro avvocato per aver chiesto una parcelle troppo onerosa per l’attività difensiva svolta subito dopo il fermo di polizia giudiziaria del 2 aprile scorso di Giuseppe Stasi.

Martino: l’avvocato…le macchine non le tiene a casa
Giuseppe: bruciali il gippone
Martino: io oggi se vedo se l’avvocato si muove…che porta la macchina a casa così gliela brucio!
Gli arrestati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Oronzo Del Prete, Silvio Caroli, Walter Gravante e Alfredo Cardigliano

 

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