Sei anni per Fiorello Rapanà, 38enne di Campi Salentina assoluzione per Massimo Pagliara, 42enne residente a Massa Martana, in provincia di Perugia, ma originario di Campi Salentina, accusati dell’omicidio aggravato dalle modalità mafiose avvenuto il 2 gennaio del 1993 ai danni di Giuseppe Nacci.

Sono le richieste avanzate dal sostituto procuratore Guglielmo Cataldi al termine dell’udienza celebratasi dinanzi al gup Giovanni Gallo. Per Rapana, il magistrato ha ravvisato la continuazione con una vecchia sentenza legata al duplice omicidio Manca-Tornese mentre per Pagliara mncherebbero i gravi indizi di colpevolezza per poter ipotizzare una presenza dell’uomo sul luogo dell’omicidio.

L’omicidio maturò all’interno del clan De Tommasi e secondo quanto accertarono gli inquirenti, anche grazie alle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia. Il giovane venne freddato con diversi colpi di pistola calibro 7,65, arma impugnata da Rapanà, a Lecce. Pagliara, invece, avrebbe accompagnato il killer sul luogo del delitto ma non avrebbe premuto il grilletto. La ricostruzione di quell’agguato è contenuta all’interno dell’ordinanza che lo scorso 9 settembre con l’operazione “Maciste” venne fatta luce su una serie di episodi criminali in tutta la provincia avvenuti tra la fine degli anni ’80 e gli anni ‘90. I due imputati sono assistiti dagli avvocati Antonio Savoia e Giovanni Pezzuto. La sentenza è prevista per il prossimo 8 febbraio.