Incontro al vertice questa mattina in Prefettura, con il Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per discutere dei recenti atti di criminalità avvenuti negli ultimi giorni.

In particolare, la riunione voluta dal Prefetto Giuliana Perrotta, ha interessato l’assalto al furgone portavalori Svevialpol del 2 gennaio scorso e l’atto intimidatorio per l’assessore al bilancio del comune di Lecce, Attilio Monosi, che giovedì 3 gennaio ha ricevuto tre proiettili in una busta.
Fatti che hanno portato il Prefetto a convocare il comitato perché si possa trovare una soluzione attraverso un piano provinciale di intervento per garantire maggiore sicurezza. L’incontro si è tenuto alla presenza delle autorità locali: tra questi il Sindaco Paolo Perrone che ha accompagnato l’assessore Monosi e il Presidente della Provincia Antonio Gabellone, il questore Vincenzo Carella e i rappresentanti di Carabinieri e Guardia di Finanza.
Tutti d’accordo sulla necessità di un piano di intervento simultaneo per garantire maggiore sicurezza dando concreta applicazione al piano elaborato nel 2009 dal ministero dell’Interno e tradotto in piano regionale il 20 luglio scorso, nell’ambito della Conferenza regionale di pubblica sicurezza svoltasi a Bari.
Nel protocollo erano stati previsti due livelli d’allerta da parte degli istituti di vigilanza e la necessità di avvisare preventivamente le forze dell’ordine dei tragitti seguiti dai portavalori e degli importi trasportati, al fine di garantite eventuali scorte e bonifiche del percorso. Secondo il prefetto Perrotta “la legislazione italiana ha previsto misure di difesa idonee a scongiurare le azioni delinquenziali o quantomeno a rallentarle, adesso è necessario che gli istituti di vigilanza si adeguino alle prescrizioni dei protocolli.
Anche sulle vicende dell’assessore Monosi si è discusso, mettendo in campo proposte per garantire uno “scudo di protezione” per le istituzioni.

“Avere la collaborazione delle forze dell’ordine ci conforta”, ha dichiarato Monosi, che si definisce “mediamente sereno”, circa l’atto intimidatorio e aggiunge: “La preoccupazione maggiore è per gli affetti più vicini e mi chiedo se coloro che hanno inviato quella busta, non abbiano anche loro degli affetti da proteggere. Ad ogni modo noi dobbiamo essere necessariamente disponibili con la cittadinanza e continuare per la nostra strada, confortati dal fatto che le forze dell’ordine sapranno coordinare un progetto di intervento che farà da scudo”.
Sereno anche il Primo Cittadino, che ha aggiunto: “Se questo voleva essere un atto intimidatorio non ha sortito gli effetti desiderati. Noi continueremo ad andare avanti, lavorando in lucidità e trasparenza, come abbiamo sempre fatto”.

 

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