Si è svolta ieri a Lecce, con la partecipazione di migliaia di persone, la quarantacinquesima marcia nazionale della pace organizzata dalla locale arcidiocesi insieme ad Azione cattolica italiana, Caritas, Pax Christi ed Ufficio nazionale per i problemi sociali ed il lavoro.

 

“Beati gli operatori di pace” e’ stato il tema della manifestazione cui hanno partecipato, monsignor Giancarlo Maria Bregantini, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, monsignor Giovanni Giudici, gia’ presidente di Pax Christi Italia, monsignor Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, Giuseppe Merisi, presidente della Caritas Italiana, monsignor Domenico Sigalini, assistente generale di Azione cattolica italiana. Monsignor Domenico Umberto d’Ambrosio, arcivescovo di Lecce, ha invitato tutti ad ispirarsi alla figura e all’opera di don Tonino Bello, il vescovo salentino, nativo di Alessano, ex presidente di Pax Christi. Il programma prevedeva un percorso di circa tre chilometri con partenza alle 18.15 dalla parrocchia di Santa Maria delle Grazie e arrivo in cattedrale, alle 22.30 per la celebrazione della messa. Infine, un sobrio momento conviviale per salutare il nuovo anno, nel chiostro de seminario. “La pace sta veramente a cuore a noi cristiani, parte di quella schiera immensa di uomini amati da Dio, di buona volonta’, che si uniscono a noi operatori di pace- ha affermato nel suo messaggio di benvenuto, l’arcivescovo D’Ambrosio- la pace come pienezza di doni, di realizzazione piena della propria esistenza, la pace che annulla ogni guerra, ogni discriminazione, ogni violenza ogni tensione; pace che annunzia e promuove in ogni uomo la sua dignita’, garantendogli liberta’ piena. E’ bello pensare che sono assenti/presenti i tanti profeti di pace non piu’ tra noi – poi detto il presule -, come il nostro don Tonino Bello, il vescovo autentico promotore e operatore di pace. Venti anni fa in questo stesso mese con la debolezza e fragilita’ di un corpo affranto e dilaniato dal male, ha guidato con coraggio nella glaciale e innevata citta’ di Sarajevo, distrutta dagli orrori e dalle violenze della guerra nei Balcani, una marcia silenziosa che il suo debole e fragile corpo rendeva ancor piu’ eloquente. Sentiamolo accanto come modello vero in questo nostro impegno per la pace, in questo nostro camminare sulle strade di una citta’ che molto spesso sa vincere il suo tranquillo vivere con segni e gesti di generosa accoglienza e di autentico amore”.

L’affettuoso saluto” del Papa ai giovani di Taize’ a Roma da giornni per il loro 35.mo incontro europeo. E la ”vicinanza spirituale alle iniziative ecclesiali in occasione della Giornata mondiale della pace”. Li ha rivolti il Papa nei saluti dopo l’Angelus, ricordando ”in particolare, la Marcia nazionale che ha avuto luogo ieri sera a Lecce, come pure – ha detto – quella di stamani a Roma, animata dalla Comunita’ di Sant’Egidio. Saluto – ha aggiunto – gli aderenti al Movimento dell’amore familiare che stanotte hanno vegliato in preghiera in piazza San Pietro, e anche a Milano e L’Aquila”. ”A tutti – ha concluso Benedetto XVI – ripeto la parola di Gesu’: ‘Beati gli operatori di pace”’.

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