«È stata premiata la mia lungimiranza politica». La senatrice Adriana Poli Bortone commenta così l’accordo incassato con Berlusconi. Nei comunicati stampa, dopo una riunione barese dei quadri dirigenti di Io Sud e Grande Sud, il movimento si concede qualche tono trionfalistico: «Grande Sud  costituirà, nelle prossime elezioni, il valore aggiunto della coalizione di centrodestra

 

che finalmente riconosce l’importanza di una forza politica territorialeche ha l’obiettivo di salvaguardare gli interessi del Mezzogiorno, nel rispetto dell’unità nazionale. Una forza politica che intende dare il proprio contributo di idee e di passione, mantenendo la propria autonomia».

Senatrice Poli Bortone, adesso Berlusconi le dà ragione?

«Lungimiranza politica, se qualcuno la vuole riconoscere: nel 2009 dicevo che il Pdl sarebbe imploso, che An non doveva sparire, che gli “aennini” sarebbero scomparsi nelle prossime liste. Ho detto in passato che lo spazio politico si apre solo per il Mezzogiorno e per i partiti territoriali, perché non ci sono più partiti ideologici: bisogna fare un partito del sud che controbilanci la Lega Nord. Abbiamo fatto un accordo politico, a suo tempo, tra Io Sud e Forza del Sud e insieme abbiamo dato vita a Grande Sud: oggi ci viene riconosciuto il ruolo politico di ricoprire gli obiettivi di un’area intera. Che si può volere di più?».

Come si è arrivati a questo accordo?

«Ho avuto un incontro con Berlusconi 15 giorni fa e lui ha riconosciuto che era valido e utile il nostro progetto per il centrodestra: la Lega al Nord al settentrione e nel meridione Grande Sud. Poi, ho lasciato che Micciché gestisse l’ultima fase dell’accordo con il Cavaliere, perché c’era stato uno strappo in Sicilia che era giusto ricomporre».

Possiamo dire che la strategia di Alfano, improntata sull’autosufficienza in Sicilia, è stata deleteria, perché il Pdl ha perso la Regione.

«Lo stesso errore che il Pdl ha fatto qui in Puglia: Il Pdl si è perso due regioni per seguire quella strategia».

Fitto cosa ne pensa dell’accordo appena sancito?

«Non so cosa ne pensi Fitto, perché lui fa parte del Pdl. Sta di fatto che oggi il Pdl ha dimezzato ancora di più le sue percentuali e oggi riconosce la validità del nostro progetto politico. Quindi, noi, che siamo stati cacciati dalle giunte, tacciati di essere diventati di sinistra, oggi, che ci avrebbe fatto più comodo essere di sinistra, stringiamo un accordo a destra e ci viene riconosciuto un ruolo importante».

Quindi, tecnicamente, è sbagliato dire «accordo politico Poli Bortone-Fitto», perché si tratta di un accordo Poli- Micciché- Berlusconi, accettato da Fitto?

«Eh, sì, è così. È l’accordo tra Grande Sud e Berlusconi».

Che ruolo ha avuto Fitto?

«Fitto ha partecipato come hanno partecipato tanti altri, insieme a Caldoro. Abbiamo chiesto il coinvolgimento delle liste territoriali che erano state presentate a supporto dei candidati regionali del Pdl, perché non aveva assolutamente senso che rimanessero delle frange sparse: noi abbiamo offerto un contenitore e abbiamo chiesto l’impegno del presidente Berlusconi in questo senso. Tra l’altro non è detto che Berlusconi voglia candidarsi a premier».

Questo cambia le cose: i nuovi risvolti politici dovrebbero spingerla a candidarsi.

«Lasciamo perdere le candidature, le candidature sono un fatto minore: sulle candidature si affannano quelli che erano nel 47 per cento e oggi non ci sono più. Noi siamo un terreno vergine in questo senso».

Berlusconi prepara più liste per allargare il suo elettorato che si restringe nei sondaggi.

«Il centrodestra farà l’accordo con la Lega al nord e con noi al sud e poi avrà la lista del Pdl, della Destra e del residuo degli ex di Alleanza Nazionale, ai quali chiederanno ospitalità anche alcuni ex forzisti».

Siete già pronti a chiudere un accordo anche con Paolo Pagliaro nel Salento?

«Non ho parlato ancora con Pagliaro: lui ha come obiettivo la Regione Salento, noi abbiamo proposto la Commissione costituente per rivedere la Costituzione e ridisegnare le Regioni d’Italia. In seguito agli scandali regionali, abbiamo cominciato a riflettere su quel lavoro della Fondazione Agnelli, che disegnava le tre macro-Regioni, quindi il nostro progetto Mezzogiorno ben si coniuga con la Regione Mezzogiorno. Bisognerà discutere per evitare distonie in termini di progettualità politiche. Il vecchio accordo poteva andare bene per le elezioni regionali e comunali, ma qui siamo di fronte a progetti di carattere nazionale».

Come giudica la scelta dell’onorevole Alfredo Mantovano?

«Non giudico le scelte, ma le rispetto, come sono abituata a rispettare tutte le scelte perché penso che siano sempre motivate da un ragionamento politico. Quando io ho fatto la scelta di inventarmi Io Sud, l’ho fatta sulla base di un ragionamento politico per il quale sono stata demonizzata e oggi invece vengo fortemente richiesta».

Ora il Pdl salentino, senza Mantovano, sarà totalmente nelle mani di Fitto.

«Andato via Mantovano, non lo so se qualcuno diventerà punto di riferimento della minoranza nel Pdl: in Puglia ci sono Azzolini e Quagliariello…».

Se va via Mantovano, però, tutto salta nelle amministrazioni locali, compreso Comune e Provincia di Lecce, vero?

«Non so cosa succederà, ma so cosa è successo con Io Sud: siamo stati cacciati via».

Quale sarà il ruolo di Monti in questa competizione elettorale?

«Non riesco a farmi un’idea particolarmente chiara su Monti, ma rilevo una distonia politica, perché lui si riconosce nell’area del PPE europeo, per cui mi riesce difficile pensare che possa accedere a quella tendenza accentuata, soprattutto da parte dell’Udc, che pensavo fosse un partito con valori di centrodestra, ad andare con Bersani. Mi avrebbe fatto più piacere pensare a Monti come a un tecnico importante».

 

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