Se il Lecce non ride, il Treviso piange. Con soli 8 punti racimolati la squadra veneta è il fanalino di coda della classifica della Prima Divisione e, come se non bastasse, alle prese con una guerra interna alla società che dura praticamente da inizio stagione.

Assaporata la serie A per una sola stagione nel 2005/06, l’anno del terremoto Calciopoli e della retrocessione della Juventus, la squadra trevigiana ritrova la serie B chiudendo all’ultimo posto in classifica l’avventura nella massima serie. La retrocessione è il primo passo di un declino che culmina con il fallimento nell’estate del 2009. Il presidente Setten lascia il comando e la nuova società guidata da Edy Sartori riparte dal campionato di Eccellenza. La risalita parte con l’arrivo di Renzo Corvezzo che rileva la società e riconquista prima la serie D, grazie ad un ripescaggio, e poi la Lega Pro. La vittoria dello scorso campionato vale la promozione in Prima Divisione ma i guai non sono finiti: problemi economici mettono a rischio l’iscrizione al campionato 2012/13 e costringono il patron a cercare nuovi investitori. Con il sodalizio tra Mario Santoro, direttore generale e l’imprenditore edile Tiziano Corrado cambiano i rapporti di forza all’interno della società alla cui guida viene collocato Franco Serlitto. Il primo atto della “nuova” dirigenza è l’esonero del tecnico Ruotolo a cui dovrebbe succedere Agenore Maurizi, l’allenatore che ha iniziato la stagione in corso. La resistenza di Corvezzo, della squadra e della tifoseria fanno però saltare tutto e Ruotolo resta alla guida dei biancocelesti.
In questo clima da polveriera è difficile ottenere risultati e infatti il Treviso ha raccolto sul campo solo 9 punti (che il punto di penalizzazione riduce a 8) mostrando tutta la sua fragilità. Nelle ultime uscite, nonostante tutto, il Treviso è sembrata squadra viva battendo in casa la Reggiana prima di Natale (unica vittoria in campionato) e raccogliendo due pari consecutivi contro Cuneo ed Entella, prima della rocambolesca sconfitta contro il Trapani. La buona volontà non manca alla squadra dell’ex genoano Ruotolo ma qualità ed esperienza latinano e i numeri sono impietosi: in trasferta non ha mai vinto segnando solo 3 gol mentre le reti al passivo sono 17 in 9 gare (praticamente 2 gol a partita).  
Insomma, per un Lecce convalescente e in cerca del rilancio targato Toma questo Treviso sembra l’avversario ideale, la vittima da attendere al varco del Via del Mare, il punto, anzi i tre punti, da cui ripartire.

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