E’ infatti l’Amministrazione finanziaria, sulla base delle spese annuali (praticamente tutte quelle tracciabili, ma anche alcune non tracciabili) da noi fatte, a calcolare forfetariamente il nostro reddito e a chiamarci a chiarire eventuali scostamenti.

Se lo scostamento calcolato (tra spese e redditto) non è almeno del 20%, l’accertamento non è ammesso. Ma se è superiore l’accertamento arriva e dovremo noi fornire “prove” per chiarire da dove è provenuto il denaro in più per le spese effettuate. E’ chiaro che, qualora non riuscissimo a farlo, il maggior reddito utilizzato per quelle spese sarà tassato.

Il redditometro ha 40 anni di vita circa (nasce nel 1973 infatti), ma nel 2010 è stato rivisitato dal governo Berlusconi e potenziato, e dopo vari rinvii per problemi procedurali (classici, se vogliamo, per la burocrazia italiana) oggi è in vigore.

Ci sono poi gli “indicatori di capacità contributiva” i quali vengono rapportati alle spese effettuate e a dei coefficienti legati alla “classe” attribuita al contribuente dal Fisco:
– area geografica
– composizione del nucleo famigliare (coppie con o senza figli, single);
– età.
Questo calcolo porta al reddito presunto.

Abbiamo sempre la possibilità di calcolare la congruenza tra spese sostenute e il nostro reddito utilizzato, il Redditest, un software da scaricare sul proprio computer (http://redditest.agenziaentrate.it/) e utilizzabile in maniera assolutamente anonima.

Purtroppo se si viene accertati abbiamo appena 30 gg di tempo per pagare almeno il 50% delle somme intimate, anche se decidiamo di contestarle in commissione tributaria (salva la restituzione delle stesse qualora dovessimo avere ragione). Intanto dobbiamo “anticipare”. Se non paghiamo entro i termini l’importo contestato dal Fisco andrà direttamente a Equitalia che ci darà tempo sino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui è stato effettuato l’accertamento, dopodichè procederà a riscuotere la somma in maniera forzata con i metodi ormai a noi tutti noti.

Marco Sponziello – Commercialista e Pubblicista economico

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