Nel 2008 nasce in Puglia una piccola band dai grandi sogni,  i “Rino’s Garden”.
Il gruppo, formato da sei talentuosi componenti, è ormai una realtà musicale nel panorama salentino.

La band s’ispira, nel nome e nel genere, al colosso della musica italiana Rino Gaetano riuscendo, almeno fino ad ora, ad esprimere un originalità musicale tutta da ascoltare.
La voglia di comporre musica e di scrivere testi porta questi giovani artisti a produrre, in poco tempo, dieci inediti raccolti in “PIRATI”, loro primo cd che prende il nome dalla canzone di più largo gradimento ed intensa ispirazione musicale.
Il 3 Giugno 2011 i Rino’s garden iniziano il primo tour, con tappe anche fuori Puglia, chiamati ad esibirsi negli stessi eventi che vedono la partecipazione di famosi volti artistici come: Apres la classe, Sud Sound System, Tiromancino, La banda bardò, Enrico Capuano ed altri ancora.
L’anima del loro estro musicale risiede in ognuno dei sei componenti della band: Andrea Melileo, cantante; Giuseppe Cuiello, bassista; Giacomo Carlino, chitarrista; Francesco Fersini, curatore dell’effettistica e del synth.

Qualche domanda per Andrea Melileo portavoce del gruppo

– Andrea, cos’è per voi la musica?
= Ricerca della propria completezza, trovare un briciolo di felicità nel quotidiano, intrappolandola in sequenze musicali in modo da poterla condividere con se e con gli altri; cristallizzare l’emozione per poterla riascoltare, rivivere in ogni momento, specie nei più difficili.

– Quanto ha influito il successo di numerosi artisti salentini nel vostro fare musica e soprattutto nel credere in questo vostro progetto?
= Abbastanza. Abbiamo seguito per tanto tempo gli Apres la classe e questo ci ha influenzato nella creazione di alcuni brani, concentrandoci su ambienti e sonorità utilizzati anche da loro. Dopo un po’ di pratica abbiamo capito che l’originalità và cercata all’interno di noi stessi e non di altri.

– Una canzone evoca con il suono sentimenti e con il significato delle parole messaggi per chi le ascolta. La vostra idea di fare musica vi induce a focalizzare di più sul suono, sul testo o entrambe le cose?
Il vero significato del fare musica risieda nell’ armonia di parole e suoni.

Come dividete il lavoro all’interno del gruppo?
Bisogna distinguere due importanti compiti all’interno di una band: vi è chi scrive e chi arrangia. I musicisti creano la musica, l’atmosfera sonora. Io traccio parole in melodia, che abbiano la giusta efficacia, il giusto senso, scorrevolezza..Cercando di non essere  troppo aulici e magari pedanti, non incappando in una facile banalità.

In quale genere identificate di più la vostra produzione musicale?
Non vorrei dare una definizione di genere perché  non l’abbiamo mai considerato uno strumento di catalogazione, dato che concepiamo la parola “arte” come sinonimo di continua evoluzione.


Pavarotti ha detto: chi sa fare musica la fa, chi la sa fare meno la insegna, chi ancora meno la organizza, chi la sa fare così e così la critica.. Cosa ne pensate?

È  un pensiero vero, abbiamo riscontrato tutti questi elementi fino ad ora, nulla togliendo ad insegnanti, organizzatori e critici che eseguono il loro lavoro con professionalità.
Non tutti, secondo noi, sono in grado di esprimere musica.

Avete mai “creato” musica alterando i vostri sensi?

Mi avvalgono della facoltà di non rispondere…

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