In occasione delle festività la parola d’ordine è stata quella che tendeva a far ritrovare una serenità persa inconsciamente per strada. Ad inizio di anno, più che parola d’ordine, c’è l’imperativo categorico di RIPARTIRE e bene.

Chi di dovere le valutazioni le avrà fatte, saranno stati i calciatori, il tecnico, la dirigenza ed anche la tifoseria ed ognuno ha tratto i suoi convincimenti ma, dalla lettura dei giornali, tutti hanno concordato e quasi garantito che il Lecce centrerà il bersaglio. Mi auguro sia così perché altrimenti una situazione così favorevole come quella di quest’anno sarà difficile riscontrarla. E’ vero, il 2012 è stato un “anno horribilis” per il Lecce ma a tutto c’è rimedio. Si è visto come non esistono squadre che ammazzano il campionato, errore di valutazione fatto da molti nell’ambiente ma, specie in Lega Pro, dove la qualità ci deve essere, ma predomina in maniera determinante la quantità, l’ardore, e perchè no? l’amore per la maglia che si indossa. Do per scontato che degli errori precedenti si sia fatto “tesoro”, è il caso di rimarcarlo, e non si commettano di nuovo e questo significa, in termini numerici, che bisogna  marciare nel girone di ritorno con una media di almeno due punti a partita per raggiungere i 62 punti finali che potrebbero, dico potrebbero, garantire la promozione.
Non si può, nel gioco, non considerare che alcuni risultati è opportuno raggiungerli anche giocando male; da adesso in poi è preferibile essere più concreti e cinici piuttosto che belli a vedersi. E’ questo il grave compito che attende Lerda: modificare l’atteggiamento mentale di tutti i calciatori introducendo, sempre che siano ricettivi, nelle loro teste il machiavellico principio che “il fine giustifica i mezzi”,ovviamente sportivi. Mi auguro sia stato “ricostruito lo spogliatoio”, croce e delizia di tutte le squadre e di tutti i tecnici, e che tutti si rendano conto di dover remare nella stessa direzione.
Da tifoso non so e non mi interessa sapere se ci saranno grandi o piccoli movimenti in questo mese di calcio mercato, ma so che la squadra sarà posta al vaglio della tifoseria con occhio benevolo solo se ci si accorgerà che sul campo, in ogni partita, “si è dato tutto” e se certi atteggiamenti di presupponenza o di lingua sciolta non ci saranno più. L’anno inizia con una trasferta, ed è un bene, in quel di Cremona e contro una squadra che, attenzione! è sottodimensionata perché sappiamo tutti che la Cremonese ha un organico di tutto rispetto che ha stentato a far vedere il suo valore;  il Lecce non dimentichi mai che le squadre che avrà contro si giocheranno la partita della vita, ormai avrebbe dovuto capirlo!
La giornata ci propone, comunque, anche un Carpi-Trapani ed un Sudtirol-Albinoleffe che sono scontri che ci interessano da vicino. Come ho già scritto prima, da questo momento è opportuno che ci si doti di un sano e produttivo realismo interpretando intelligentemente ogni situazione di gara perché il Lecce ha gli uomini per farlo. So che molti tifosi si aspettano miracolistici interventi dal calcio mercato; per quanto mi riguarda sarei molto cauto nel riproporre vecchie   glorie che, come al solito, dicono di avere il Lecce nel sangue, colossale balla che va avanti da anni. Attenzione che, se centriamo la serie B, non dovremo essere costretti a rivoluzionare la squadra perché l’anagrafe ci penalizza. L’immediato va bene ma bisogna anche pensare al futuro.

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