Sono stati sorpresi a rubare un’auto dai parcheggi dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce e sono finiti dietro le sbarre. Si tratta di Teodoro Valenti, 40enne, Francesco Balestra , 31enne, e Gianluca Calabrese, 37enne, tutti provenienti dal capoluogo brindisino.

L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di ieri, quando i carabinieri, in abiti civili, impegnati in un pattugliamento del territorio, hanno incrociato un’auto Daewoo Lanos, di colore grigio, con a bordo tre persone sospette.

Girovagavano per le vie della città senza un’apparente destinazione, toccando aree periferiche, sostando per qualche minuto, e poi cambiando zona. I militari, però, non sono subito intervenuti per procedere al controllo, ma hanno preferito continuare il pedinamento, aspettando il momento propizio. Li hanno seguiti sin dentro ai parcheggi del Vito Fazzi di Lecce, e non appena l’auto dei brindisini ha arrestato la sua marcia, i militari si sono appostati, iniziando un servizio di osservazione che ha portato i frutti sperati.

Dopo un insolito girovagare tra le auto in sosta, i tre giovani si sono diretti verso una vettura FIAT. Dopo un breve armeggiare, Valenti si è introdotto all’interno, chinandosi subito sotto al cruscotto. A quel punto è scattato il blitz, i militari si sono fiondati sui tre, uno dei quali si è dato a precipitosa fuga, ma dopo poco è stato beccato dai militari, con l’aiuto degli agenti della Velialpol, in servizio all’ingresso dell’ospedale.

Condotti in caserma, sono scattati i primi immediati accertamenti. La fuga dell’uomo era motivata dalla propria condizione di sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno, misura che lo obbliga a permanere nel comune di residenza ed a recarsi sovente presso un comando di Polizia, con varie altre prescrizioni, tra le quali il condurre una vita retta ed astenersi dal frequentare pregiudicati: la sola violazione di una qualsiasi legge dello Stato italiano ne avrebbe comportato l’arresto, e così è stato. Le porte del carcere si sono aperte anche per gli altri due, Balestra e Calabrese.

Perquisita l’auto utilizzata dai malviventi, i militari hanno rinvenuto il vano portabagagli pieno di materiale elettronico: stampanti, fax e navigatori satellitari, probabilmente appena rubati. I militari hanno inoltre rinvenuto il classico materiale utilizzato per lo scasso ed il furto dei veicoli, cacciaviti, pinze, tenaglie e taglierini, oltre ai morsetti per l’accensione del veicolo. Fra il materiale, anche una Pen-Drive: i militari ne hanno ispezionato il contenuto, convinti che potesse essere utile a ricostruire questa o altre analoghe precedenti vicende, e così si è rivelato.

L’attenta ispezione ha permesso di trovarvi all’interno un file formato .doc con i dati anagrafici di una persona residente a Lecce ed il suo numero telefonico. La sensazione è stata sin da subito quella di essere di fronte ai dati personali di una delle persone derubate: contattata al telefono, ha confermato di aver avuto svaligiata la propria abitazione pochi giorni fa e che quella Pen-Drive le fosse stato rubata proprio in quell’occasione, quando fu derubata di tutti gli ori e i preziosi. Così, i militari del Nucleo Operativo sono stati in grado di contestare agli arrestati anche il reato di ricettazione, almeno per la Pen-Drive, in attesa di rintracciare i proprietari dell’altro materiale elettronico recuperato nel vano portabagagli.

Intanto proseguono mirate le indagini per l’individuazione di altre vittime di furti in appartamento patiti negli ultimi giorni: non è possibile escludere che ne fossero i tre arrestati gli autori che, a quanto pare, si muovevano sempre a bordo della loro autovettura Daewoo Lanos di colore grigio. I tre ora si trovano nel carcere di Borgo San Nicola.

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