Sembra proprio esagerata l’esultanza espressa con giravolte e irrefrenabili scivoloni dai giocatori sanmarinesi per festeggiare il tre a uno conseguito nei confronti dell’ex corazzata giallorossa; esagerata perchè non è un così straordinario merito battere questo Lecce davvero poca cosa sul piano del gioco, dell’impegno a dispoutare una partita da squadra e non da comparsa o quanto meno da comprimaria.

Si fa davvero fatica ad ingoiare ulteriormente la storiella secondo cui, quando incontrano il Lecce, tutte le avversarie disputano la partita della vita; sembra più crerdibile che sia proprio il Lecce, il Lecce di questi ultimi due mesi, ad accordare agli avversari la possibilità di attingere a qualità occulte o quasi impensabili come ancora una volta, oggi, ha dimostrato la partita di San Marino.
Ci permettiamo di chiedere dunque al Signor Franco Lerda una più precisa definizione di questa accozzaglia quasi amorfa che è diventato il Lecce di questi ultimi tempi; ci spieghi le cause della involuzione che ha trasformato una squadra piacevole da vedere e vincente ovunque, in una esposizione di belle statuine adatte ad altri palcoscenici; Ci illumini sulle sindromi che hanno trasformato personaggi da serie “A” in comprimari di serie “C”. Ma soprattutto ci sveli le misteriose alchimie cui ha fatto ricorso per far evaporare l’identità e la personalità della ricchissima rosa che gli è stata affidata! E’ assai probabile che il nostro sia uno sfogo esagerato nei toni per la ennessima forte delusione; sfogo di cui ci pentiremo, almeno parzialmente, quando buona parte della rabbia sarà sbollita; ma al momento è compito estremamente gravoso annacquare la penna e remare verso giudizi più compiacenti.

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