Morì il 16 febbraio del 2007 in un tragico incidente sul lavoro mentre lavorava al raddoppio della tangenziale ovest. Per la morte di Gianfranco De Matteis, 33enne, di Vernole ma residente a Merine, frazione di Lizzanello, sono state emesse una condanna e cinque assoluzioni.

Il giudice del Tribunale, Fabrizio Malagnino, ha inflitto quattro anni di reclusione nei confronti di Antonio Mazzeo, 48enne di Grumo Appula, in qualità di responsabile dei lavori per conto dell’Anas. Il Tribunale ha anche disposto nei confronti dell’imputato l’interdizione dai pubblici uffici per i prossimi cinque anni. Sono stati, invece, assolti con formula piena per non aver commesso il fatto Vittorio Vese, 63 anni di San Donato, dipendente della Leadri e addetto manovratore all’autogru, Massimiliano Colazzo, 44 anni, dipendente della CO.CE.MER e capo cantiere per l’Ati, Giuseppe Piccinno, 54 anni di Aradeo, dipendente della Leadri e direttore tecnico di cantiere per l’Ati, Heinz Michel, 72enne, milanese, consigliere delegato dell’autogru e Efisio Moi, 63enne, di Roma, venditore del mezzo per conto della ditta. Tutti erano accusati di omicidio colposo e il sostituto procuratore Paola Guglielmi aveva ravvisato profili di colpevolezza chiedendo due anni di carcere. De Matteis stava lavorando al raddoppio della corsia, quando improvvisamente la gru avrebbe colpito il ponte e si sarebbe ribaltata, causando la morte del giovane operaio. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Francesca Conte, Marco Castelluzzo, Massimo Bellini e Roberto Fersini.

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