Su provvedimenti che hanno una ricaduta pesante sulla vita dei cittadini, come il taglio netto di altri 340mila chilometri annui alle corse degli autobus urbani da un lato e l’istituzione di altri 2mila parcheggi a pagamento dall’altro – spiega Antonio Rotundo – non può decidere né il Sindaco né gli assessori, la decisione spetta al Consiglio comunale,

massima espressione della volontà popolare, a cui compete valutare l’incidenza di tali misure sulla nostra città in un momento di crisi drammatica quale quella che stiamo attraversando.

Si tratta, infatti, di decisioni che impattano in maniera devastante sulla parte più debole ed indifesa della popolazione e che colpiscono duramente soprattutto le famiglie che vivono nelle periferie cittadine, a partire dalla zona 167, Giorgilorio, Villa Convento, le Marine, ecc., destinate a pagare i costi sociali più alti in termini di disservizi e di peggioramento della qualità della vita.

La logica aberrante che è alla base di tali scelte – continua – è quella di sempre, quella cioè di fare cassa a danno dei contribuenti onesti, come è avvenuto di recente con l’eliminazione dell’avviso bonario, l’aumento degli estimi catastali, la botta dell’Imu, tutte misure che si sono tradotte in una crescita esponenziale della pressione fiscale, divenuta ormai insostenibile per le famiglie e le imprese della nostra città.

Per questo, in una situazione sociale così delicata, riteniamo un vero obbligo morale oltre che politico quello che ogni consigliere si assuma le responsabilità – in modo trasparente e nelle sedi competenti – delle decisioni che assume, affinché ognuno possa valutarle anche con riferimento agli impegno assunti con i cittadini in campagna elettorale.

Da qui – conclude Rotundo – la nostra richiesta di iscrivere i su indicati punti all’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio comunale.

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