Area mercatale 30 anni di carcere. E’ la condanna inflitta, in abbreviato, dal gup Carlo Cazzella nei confronti di Sergio Rizzo, il 53enne di Monteroni, accusato di aver ammazzato il 10 agosto del 2011 Abdellatif El Farissi, ambulante marocchino nei pressi dell’area mercatale di Gallipoli.

L’uomo è stato condannato con le accuse di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione, porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione. La condanna a 30 anni di carcere era stata richiesta dallo stesso pubblico ministero Stefania Mininni. Il giudice ha anche disposto una provvisionale per i familiari della vittima: 50 mila euro a favore della convivente, 30 mila euro ai genitori e 15 mila ai fratelli. A fine udienza, subito dopo la lettura del dispositivo, l’avvocato delle parti civili, Otello Millauro si è detto soddisfatto della sentenza perché il giudice ha accolto in pieno la tesi della pubblica accusa senza concedere alcuno sconto per un fatto di sangue così efferato. All’origine del diverbio tra vittima e carnefice sfociato nel sangue ci sarebbe stata l’occupazione dei posteggi. Il 53enne, autore dell’omicidio, rintracciato dai carabinieri alcune ore dopo, consegnò l’arma del delitto: un fucile calibro 12 a canne mozzate subito posto sotto sequestro. Sul luogo del delitto vennero anche rinvenute due cartucce integre ed una esplosa dello stesso calibro dell’arma sequestrata e per Rizzo, a quel punto, scattarono le manette. L’imputato era difeso dall’avvocato Luigi Rella. Dall’omicidio dell’ambulante, è nato anche un fascicolo su presunti privilegi e accomodamenti nell’assegnazione dei posteggi nell’area mercatale di Gallipoli e nelle scorse settimane il sostituto procuratore Giuseppe Capoccia ha chiuso il fascicolo d’indagine. Ma questa è un’altra storia.