La folla di questa sera in piazza Sant’Oronzo era quella delle grandi occasioni, a radunarla dal piccolo palchetto allestito di fronte al Sedile, ci ha pensato il non tanto ex comico Beppe Grillo. Non leader ma garante del Movimento 5 Stelle, come lui stesso ha tenuto a precisare, Grillo si è circondato dei candidati pugliesi a Camera e Senato, come aveva fatto anche ieri a Brindisi in piazza Mercato e, con il suo show al cardiopalma, ha esaltato la piazza gremita e bagnata dalla sottile pioggia

Uomini, donne, professionisti, imprenditori, disoccupati, tanti tantissimi simpatizzanti che hanno applaudito di consensi quando Grillo ha dichiarato di voler aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno e fischiato di dissensi al proclama di voto per Casini, Bersani, Berlusconi. E poi tanti giudizi tra il comico e il paradosso per gli avversari politici: “Monti sembra un esorcista, lo troveranno sotto un lampione, sta diventando come Mastella, non si rende conto dei commenti che gli arrivano perche’ vive in un altro pianeta. Bisogna analizzarli dal punto di vista psichiatrico questi qua’”. Non solo i politici sono stati oggetto di commenti denigratori di Grillo ma anche i giornalisti “linoleum della politica”, i sindacati confederali “collusi con il potere”.

 

Insomma tra Monti “curatore fallimentare e “l’ologramma di Berlusconi” e “il vecchietto presidente della Repubblica”, tutto è filato liscio e la gente in piazza si è divertita; sono partiti scrosci di applausi al grido “tutti a casa” e quando il comico genovese ha ribadito che “la politica ha rovinato l’Italia”. Mentre per lui è diverso,  il Movimento 5 Stelle non fa politica ma pulizia tra la classe politica corrotta, assente, colta da torpore e che ha portato il Paese alla deriva. Hanno bisogno di aggregazione però, di seguaci che supportino i rappresentanti: “cento di noi non cambieranno le cose se non sarete voi a farlo”. Gli attacchi di Grillo alla Sanità, il Debito Pubblico e la Politica Estera hanno preceduto gli interventi di alcuni dei candidati mentre lui stesso ammetteva di farsi dei nemici con le sue dichiarazioni, tutta gente di cui avrebbe fatto a meno in virtù di nuove e più proficue amicizie.

Poi è stata la volta di Daniela, candidata al Senato che, in rappresentanza di tutte le donne, ha dichiarato di voler combattere ogni forma di discriminazione dall’interno delle istituzioni; Tiziana, ha invocato il diritto femminile alla vita politica; Fabio che mira al ripristino e alla tutela del territorio citando Porto Miggiano e tutti i siti inquinanti del Salento; Francesco che mira all’educazione della mobilità sostenibile. Militanti animati da nobili obiettivi, magari delusi da una politica che non guarda più al sociale ma alla casta, hanno trovato accoglienza in un Movimento che non vuole essere un Partito ma che intende abbattere la burocrazia, cancellare i rimborsi elettorali, fare la spending-review delle spese della politica, cominciando dalle tre Maserati del Quirinale. “Non vi dico cosa faremo ma cosa abbiamo già fatto: stipendi tagliati del 70 per cento, fondi alla piccola e media impresa siciliana. Dietro di me non c’è nessuno. Potevo starmene a casa a godermi i soldi che mi avete dato in 40 anni di spettacoli. Ma credo che sia giusto che tutti dedichino una parte del loro tempo agli altri. Allora ho alzato il culo dal sofà e insieme a tanti altri amici ci siamo andati a prendere la Sicilia”.

Non sono mancati gli striscioni di contestazione anche se Grillo in apertura ha urlato di voler essere chiamato “populista”. Certo, l’ultimo messaggio del “garante” dal palco ha lasciato un po’ perplessi: “non vi fidate neanche di noi, è un salto nel vuoto ma è sempre meglio di un suicidio assistito nel seguire gli altri”. Qualcuno ha riso,  altri hanno applaudito, alcuni hanno riflettuto.

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