Nuovo ascolto dell’ex sindaco di Lecce, la senatrice Adriana Poli Bortone, nel corso del processo sulla presunta truffa con i Palazzi di via Brenta. Un ascolto deciso dal giudice Stefano Sernia che ha rilevato delle presunte incongruenze tra la testimonianza già resa dalla senatrice e quanto risulterebbe dagli atti.

La Poli, che al momento risulta essere solo indiziata (e non indagata) di reato, ha risposto alle domande del giudice in presenza del suo legale Ester Nemola.

Il giudice ha definito un artifizio, la scelta di attribuire, nelle pieghe del bilancio 2005- 2006, all’allora dirigente del servizio economico-finanziario del Comune, Giuseppe Naccarelli, il potere di stipulare contratti di leasing immobiliare nell’ambito dell’edilizia giudiziaria. Un artifizio, in pratica, che sarebbe stato adottato per evitare che la decisione passasse dal Consiglio stesso. La Poli ha negato sostenendo che l’amministrazione ha sempre agito nel pieno rispetto della legge.

Due altri i punti fondamentali toccati nel corso dell’udienza.

Il giudice ha chiesto alla senatrice spiegazioni su due verbali della commissione di manutenzione in cui lei era presente e in cui ancora si parlava di contratto di locazione con riscatto e non di leasing, nonostante il leasing fosse già stato stipulato da dirigente Naccarelli. L’allora sindaco ha spiegato che probabilmente all’epoca non era ancora a conoscenza della firma del contratto. Infine si è parlato della mancata previsione in bilancio della spesa che sarebbe stata necessaria per sostenere il pagamento dei canoni di leasing. “Il bilancio può essere annuale o, al massimo, triennale. Non decennale o ventennale”, ha sottolineato la Poli. Acquistando i palazzi piuttosto che pagando a vuoto un canone di locazione lei era convinta, ha concluso, di agire nell’interesse dell’Amministrazione successiva, che supponeva, per questo, le sarebbe stata grata, in quanto il Comune sarebbe divenuto proprietario dell’immobile.

A marzo il giudice deciderà se trasmettere o meno gli atti alla Procura per svolgere indagini anche sull’allora sindaco di Lecce.

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

cinque × cinque =