Si alza il sipario sulla 44^ Stagione Lirica Tradizionale della Provincia di Lecce che parte venerdì 8 febbraio al Teatro Politeama Greco con due opere di Pietro Mascagni, la celeberrima “Cavalleria Rusticana”, e “Zanetto”

La “prima” è stata presentata nella pinacoteca del museo “Sigismondo Castromediano” alla presenza dell’assessore provinciale alla Cultura, Simona Manca,  e di Sergio Rendine, direttore artistico della Stagione. Alla conferenza hanno preso parte due ospiti d’eccellenza, Michele Mirabella, poliedrico uomo di cultura e spettacolo, a cui è stata affidata la regia della “Cavalleria Rusticana”, e  Paolo Olmi, maestro concertatore di fama internazionale.

Dopo il Requiem di verdi andato in scena lo scorso 27 gennaio, si apre quindi ufficialmente questa 44^ edizione della Stagione Lirica, con grande apprezzamento della vicepresidente Simona Manca per la novità di quest’anno: la collaborazione che si è aperta tra il Politeama di Lecce e il teatro Verdi di Brindisi, dove verrà esportata questa produzione. Una relazione artistica importante che potrebbe aprire  le porte anche ad altre collaborazioni, ad esempio quella con il teatro di Foggia, come lasciato intendere dalla vicepresidente.

Altrettanto entusiasta di questo linkage culturale ed artistico, il maestro Sergio Rendine,compositore di fama internazionale che oltre ad illustrare i dettagli delle serata in programma, ha regalato ai presenti delle piccole perle sulla vita privata di Mascagni, prese dai ricordi di famiglia, una famiglia, quella di Rendine, che vanta una lunga tradizione artistica. Il direttore della 44^edizione si è poi soffermato su Zanetto, “un’opera – come egli stesso l’ha definita – con frammenti d’aria, moderna, lanciata in avanti, che ha la sua forza nei punti di debolezza individuati dalla critica. C’è da aspettarsi un’opera di grande raffinatezza, affrontata così dal maestro Olmi e resa uno zuccherino da Mirabella”. Anche il maestro Paolo Olmi si è soffermato su Zanetto, un’opera veramente poco conosciuta, soprattutto rispetto alla “sorella” che andrà in scena la stessa sera, ma assolutamente innovativa: un Mascagni precursore dei tempi che fu in grado di comporre evocando, attingendo da generi diversi – come per esempio i madrigali – e soprattutto anticipando le mode che si svilupperanno in seguito con la nascita del cinema. “Un’opera – ha detto il maestro – che tutti possono apprezzare, anche chi non ha mai messo piede ad una rappresentazione lirica”.

Michele Mirabella, che dirige le due opere che andranno scena il prossimo venerdì, definisce lo Zanetto “un  gioiellino che Mascagni, con ostinazione appulo-toscana, infligge ai nasi storti dello snobismo critico del suo tempo”,Il regista si è soffermato sulla modernità del compositore, evidenziando come “con quest’opera Mascagni ha scritto la musica dei film prima dei film”, e ha sottolineato come nel suo lavoro ha voluto “interpretare profondamente il testo, seguendo le dinamiche che un regista ha l’obbligo di cogliere. Ho messo in scena Verga, musicato da Mascagni”, ha detto, prima di rimarcare con non poca amarezza le difficoltà economiche cui devono far fronte gli artisti e gli addetti ai lavori, a causa della scarsità di fondi e risorse destinati alla cultura. Un appunto dovuto, per poi concludere sul bello del teatro che Mirabella definisce “un’avventura della mente, bisogna andare predisposti, emancipati dai pregiudizi, con la mente sgombra, come solo i bambini sanno fare”.

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