E’ stato disposto il non luogo a procedere nei confronti di Roberto Pellone, 50 anni e Luigi Legari, di 55, entrambi di Gallipoli e in servizio presso la Polizia Municipale della città bella, finiti sotto processo con le accuse di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso e abuso d’ufficio.

E’ quanto deciso dal gup Alcide Maritati che ha respinto la richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Capoccia. Alla luce della decisione ci dovrebbe essere la mancanza di elementi è per sostenere l’accusa in dibattimento in virtù della documentazione prodotta dai due imputai. I vigili urbani, con la qualifica di istruttori, secondo l’accusa, avevano falsamente attestato nel verbale di accertata violazione della normativa del commercio su area pubblica redatto per la mancata esposizione dei prezzi da parte del panificio e biscottificio “Le delizie di Nonna Rosa, di Mustafà Arben & C. s.a.s”, di essere intervenuti quello stesso giorno, (10 febbraio scorso), “a seguito di lamentele circa la mancata esposizione dei prezzi pervenute presso l’ufficio di polizia amministrativa” della Polizia municipale di Gallipoli, quando, invece, i due si sarebbero recati per notificare un atto ad una commessa del negozio. I due imputati avrebbero così disposto accertamenti sulla regolarità amministrativa solo per ripicca a seguito del comportamento dei titolari dell’esercizio che, per la presenza di un gran numero di clienti, avevano sollecitato i due agenti di attendere o di ripassare più tardi o nel pomeriggio. Ai due vigili era anche contestata l’accusa di abuso d’ufficio perché in qualità delle loro funzioni, avrebbero trasgredito le norme regolamentari sul comportamento da tenere nello svolgimento della loro attività con gravi danni ai titolari del panificio. “I miei assistiti con questa denuncia” rimarca il legale Marco Costantino, “volevano evidenziare la necessità di ottenere il rispetto per chi porta avanti un esercizio commerciale a fronte di un comportamento prevaricatore ed anomalo per come si era sviluppato”. Gli imputati erano assistiti da Fabrizio Ferilli.