Erano finiti sul banco degli imputati, l’uno perché ritenuto autore di tre rapine, l’altro di aver partecipato ad uno dei tre assalti. I due imputati, Andrea Colaci, di Lecce e Federico Amaranto, di Lizzanello, entrambi 29enni, sono stati assolti con la formula “per non aver commesso il fatto”

dai giudici della prima sezione penale, (Presidente Gabriele Perna), così come aveva sollecitato lo stesso pm Paola Guglielmi. Il sostituto, nel corso della sua requisitoria, aveva evidenziato come gli elementi di prova raccolti a carico dei due imputati fossero insufficienti. Gli assalti, a mano armata, si sarebbero verificati tra il dicembre del 2002 e il febbraio dell’anno successivo. Colaci, tuttora detenuto per altri reati, avrebbe agito a fine 2002 da solo facendo irruzione all’interno del supermercato “Super Igea” impossessandosi della somma di 450 euro. Secondo la ricostruzione il rapinatore, armato e con il volto coperto da una sciarpa di lana, puntò anche la pistola sul collo del proprietario. Il 19 febbraio dell’anno successivo, invece, Colaci avrebbe agito con Amaranto all’interno di una tabaccheria di Lizzanello sotrraendo circa quattro mila euro, armati di pistola e di un cotello e con i volti camuffati grazie all’utilizzo dei passamontagna. appena tre giorni dopo, Colaci, secondo l’accusa, avrebbe compiuto una terza rapina insieme ad un complice. In questo caso l’imputato avrebbe fatto irruzione in una macelleria di Copertino e l’assalto avrebbe fruttato poco più di 300 euro. Per il sostituto procuratore e i giudici, però, i responsabili di quei raid non sarebbero stati né Colaci né Amaranto, così come avevano sottolineato nel corso delle loro arringhe gli avvocati difensori Amedeo Martina e Antonio Romano.

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