Il fatto che racconterò è realmente accaduto. A chi scrive. Il 26 gennaio, sabato sera, parcheggio l’auto in via Zanardelli a Lecce; ho solamente 50 centesimi in tasca e li uso per pagare la sosta; validità fino alle 20.37 anche se l’orario della sosta a pagamento è fino alle 21.

Poi passa la domenica, giornata in cui il parcheggio è gratuito. Dimentico completamente di spostare l’auto. La dimentico fino a lunedì mezzogiorno, il 28 gennaio, quando, passando di là per puro caso, ricordo di “aver dimenticato” di spostare l’auto o di pagare nuovamente. Vedo il preavviso di contestazione poggiato sotto la spazzola del tergicristallo. “Porca vacca!”, esclamo. Non ho nemmeno le chiavi dell’auto per spostarla o inserire un altro tagliando. Pagherò, penso. La rabbia verso me stesso per la mia dimenticanza, però, si trasforma in stupore quando leggo che mi è stata contestata l’omessa esposizione del titolo di pagamento. Non credo ai miei occhi, il “grattino” stava proprio li sul cruscotto in bella mostra e per giunta dallo stesso lato della macchina sul quale è stata poggiata la “multa”. La differenza non è di poco conto perché per il “grattino” scaduto si dovrebbero pagare 24 euro di sanzione, mentre per l’omessa esposizione se ne pagano 41. A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca., diceva qualcuno e ho pensato in quel momento. Perché? A Lecce non esiste più l’avviso bonario (sanzione di 5 o 10 euro) per il “grattino” scaduto ed un giudice di pace ha annullato una “multa” per titolo di sosta scaduto in quanto tale sanzione non è prevista dal codice della strada. La situazione diventa ancor più perniciosa e frustrante in quanto il mio racconto vale molto meno di quanto accertato dall’ausiliario del traffico. Il verbale, infatti, è un atto pubblico. Voglio sperare che il “vigilino”, quel lunedì, abbia visto male, insomma una svista al pari della mia dimenticanza, perché sarebbe davvero triste, oltre che illegale, se dietro quella sanzione ci fosse una diversa volontà, magari non sua. Ma non demorderò, chiederò di essere multato per l’infrazione che ho commesso, se esiste una sanzione per ciò che ho fatto. Invitiamo i cittadini leccesi a segnalarci sviste “simili”, se dovessero esserne vittime, sia per sapere come contestarle sia perché a quel punto non potremmo esimerci dal chiedere alla Procura della Repubblica di verificare il nostro cattivo pensiero.

Alessandro Gallucci, legale Aduc