Avrebbe sottratto dalle casse di Poste Italiane oltre 45mila euro, quando era direttore dell’ufficio postale di Acquarica Di Lecce. Per questo motivo Giuseppe Antonio Pastore, 57enne di Cavallino, ha deciso di chiudere i conti con la giustizia patteggiando ad un anno ed otto mesi di reclusione. L’udienza si è svolta questa mattina dinanzi al gup Carlo Cazzella e il giudice ha accolto la richiesta avanzata dall’avvocato difensore, Viola Messa.

Pastore ha così potuto beneficiare della sospensione della pena. Le indagini, culminate con i domiciliari per l’uomo nell’ottobre del 2011, scattarono in seguito ad un esposto trasmesso nell’aprile sempre di quell’anno dall’ufficio ispettivo di Lecce delle poste italiane. Secondo le indagini Pastore, quale  direttore dell’Ufficio Postale di Acquarica di Lecce, nei mesi di marzo e maggio 2010 in due diverse occasioni avrebbe sottratto complessivamente circa 45.600,00 dalle casse dell’Ufficio. Pastore avrebbe fatto lievitare illegalmente la disponibilità di cassa, redigendo richieste fittizie da parte di clienti delle poste, del tutto ignari della faccenda, indirizzandolo verso un determinato importo, per appropriarsi del denaro. E dopo un primo controllo degli ispettori, il dirigente, utilizzando un libretto postale di una cliente, al termine dell’orario di lavoro avrebbe compiuto alcune operazioni contabili per fare apparire come compensato l’ammanco di cassa per poi ricollocare le somme mancanti sullo stesso libretto. Ma in un secondo momento, a causa di una nuova presenza degli ispettori, il 57enne sarebbe stato costretto ad effettuare la stessa operazione contabile, ripianando definitivamente l’ammanco di cassa. Nel maggio del 2010, dopo l’ennesima ispezione, è venuta alla luce la sottrazione di un’altra somma di denaro, sempre da parte di Pastore. Anche questa volta, per ripianare l’ammanco, l’uomo avrebbe svolto un’operazione contabile, utilizzando lo stesso libretto postale messogli a disposizione da una cliente del posto. Pastore è assistito dall’avvocato Viola Messa.

 

 

 

 

 

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