Uno rimane in carcere, Thomas Barbetta, di 24 anni, l’altro viene scarcerato, Emanuele Tafuro, di 22, entrambi di Squinzano. E’ quanto deciso dal gip Antonia Martalò subito dopo gli interrogatori di convalida dei due giovani arrestati giovedì sera.

Il giudice ha convalidato l’arresto e ha disposto l’applicazione della custodia cautelare in carcere per Barbetta mentre rientra a casa Tafuro. Quest’ultimo, assistito dagli avvocati Ladislao Massari e Antonio Dell’Atti, nel corso del suo interrogatorio, si è professato completamente innocente sul possesso del materiale trovato in casa di Barbetta. Il giovane ha riferito di trovarsi in casa dell’amico perché non ha casa e quindi in virtù di un rapporto di conoscenza Barbetta gli ha offerto ospitalità ma, a suo dire, non sapeva nulla su quanto c’era all’interno dell’abitazione. Ed in ogni caso, lo stesso Barbetta, assistito dall’avvocato Benedetto Scippa, avrebbe escluso responsabilità a carico di Tafuro addossandosi il possesso dello stupefacente. I carabinieri della stazione di Squinzano, giovedì pomeriggio, eseguirono un controllo in casa di Barbetta come conseguenza di una perquisizione disposta dal sostitutoi procuratore Elsa Valeria Mignone per cercare i buoni pasto rubati insieme ad una somma di denaro in un furto consumato giorni fa all’interno del supermercato Conad. Durante il controllo, invece, spuntò un ingente quantitativo di droga. I militari, infatti, sequestrarono un chilo e mezzo di hashish e 30 grammi di cocaina ed una pistola calibro 9 per 21.  Armi e droga in casa e scattano due arresti. I carabinieri della stazione di Squinzano. La stessa abitazione di Thomas Barbetta, nel maggio scorso, finì sotto tiro con alcuni colpi di fucile esplosi in tarda serata e che, solo per miracolo, non colpirono un parente del vero obiettivo. I presunti autori di quel raid sono stati arrestati e verranno giudicati in abbreviato. Tafuro, invece, nel 2010, venne arrestato in flagranza di reato per furto aggravato e danneggiamento insieme a Roberto Napoletano, altro nome noto alle cronache perché il 6 febbraio scorso venne arrestato ad Otranto con un chilo di marijuana in compagnia di Emiliano Vergine, 36enne di Trepuzzi. Insomma sempre un filo conduttore, quello della droga, a legare giovani personaggi in un paese dove nonostante non si spari da tempo i tamburi di guerra per l’illecito business potrebbero risuonare a breve.

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