Quest’anno la Puglia si aggiudica un primato: quello della “salute di ferro”. Si fa per dire, naturalmente, ma dagli ultimi dati Sigm (Società Italiana di Medicina Generale) circa l’ultima ondata influenzale,la nostra è la regione in cui si è registrato il minor numero di diagnosi.

L’influenza comporta un costo sociale non indifferente: tra assenze da lavoro, farmaci e assistenza sanitaria, ogni malato costerà all’incirca 330 euro. Una cifra enorme se rapportata col numero di persone che ogni anno ne è colpito. Secondo gli esperti, una stagione avrebbe un costo di circa 1300-1600 milioni di euro, di cui l’80% sarebbe dovuto alle uscite indirette quali le assenze da lavoro e dalla scuola, la mancata produttività, l’assistenza ai minori e agli anziani e ai vari disagi familiari. Sempre secondo il Sigm, che ha curato l’indagine, sarebbero stati colpiti dal nuovo ceppo influenzale già quattro milioni di italiani.
Nella cifra, si è tenuto conto anche delle eventuali complicazioni: «Circa il 15% dei casi si complica – spiega il Presidente del Sigm, Claudio Cricelli –. Si verifica cioè un decorso della malattia più lungo del previsto. Le complicanze nei bambini sono rappresentate soprattutto da otiti acute, mentre negli adulti da sinusiti e bronchiti. Per i più piccoli e i grandi anziani l’evento più pericoloso e temibile è la polmonite ».
I medici di medicina generale hanno censito sin’ora più di 3 milioni e 900mila casi di virus influenzali e similinflueanzali.
Se la Puglia risulta essere, come abbiamo visto la meno colpita, il maggior numero di casi si è registrato invece in Campania, Trentino ed Emilia Romagna rispettivamente con 14.7, 14.5 e 13.83 casi per mille abitanti. Le più resistenti, invece, insieme alla Puglia che ha fatto registrare solo 6,13 casi, sono Sardegna e Lombardia rispettivamente con 6.15 e 6.76 casi per mille abitanti.

Federica Nastasia

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