E’ stato respinto l’Appello della Procura  contro l’assoluzione in primo grado per Lea Cosentino, l’ex direttore dell’Asl di Bari finita, insieme ad altri imprenditori, al centro di una presunta truffa per otto milioni e 200 mila euro alla Regione Puglia.

La condanna era stata chiesta dal procuratore generale Ferruccio De Salvatore e dal sostituto Imerio Tramis, contro la sentenza del gup Ines Casciaro. Il pronunciamento aveva scagionato tutti gli imputati con formula piena “perché il fatto non sussiste”. Secondo la Procura Generale, la Cosentino, nelle vesti di direttore generale pro tempore del Consorzio Sisri di Lecce, firmò la delibera del 12 luglio del 2002 con cui furono assegnati all’impresa tessile “Canepa tessitura serica Spa” alcune aree nella zona industriale di Maglie-Melpignano. Dagli accertamenti eseguiti dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardi di Finanza di Bari era emerso che i lotti assegnati a “Canepa” non sarebbero stati nemmeno di proprietà del Sisri, ma di una società di Massafra. Sono stati assolti anche tutti gli altri imputati. La Cosentino era difesa dall’avvocato Francesca Conte.

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