La domanda del sindacato dei giornalisti (Assostampa Puglia) sorge spontanea: se non c’erano i soldi per pagare tutti i giornalisti e tecnici, costretti ad andare via, come mai ora ci sono i soldi per le nuove produzioni giornalistiche di Canale Otto? Come mai non sono stati pagati gli ex dipendenti con otto mensilità arretrate? Con quali risorse e con quali contratti sono stati inquadrati i nuovi giornalisti?

 

Dopo la bufera si cerca di fare scendere il silenzio, ma Assostampa non ci sta: «Nell’emittente salentina Canale 8 tutto è tornato come prima. Svanito il clamore suscitato dalle denunce delle numerose irregolarità compiute dall’editore, tanto gravi da spingere il direttore a rassegnare le dimissioni durante la diretta del tg, sulla vertenza sono calati silenzio e indifferenza. Nonostante vi siano giornalisti e altre maestranze che, dopo essere stati costretti ad andare via, attendono ancora di ricevere mesi di retribuzioni arretrate, l’emittente ha allestito nuove produzioni giornalistiche, affidandole per lo più a dopolavoristi dell’informazione».

Nel comunicato, diffuso in mattinata, il nuovo allarme del sindacato: «In base agli elementi di cui  è a conoscenza, il sindacato dei giornalisti pugliesi ritiene che nell’emittente persistano gravi irregolarità sul piano dei rapporti di lavoro e del rispetto delle leggi sulla contribuzione previdenziale obbligatoria». Secondo Asso stampa è grave l’atteggiamento di indifferenza delle istituzioni e, soprattutto, di alcuni esponenti politici: «Una situazione nota a molti, ma che lascia indifferenti sia le autorità preposte sia la politica. Su quest’ultimo versante, vanno rimarcati l’incoerenza e l’opportunismo di alcuni esponenti della classe politica salentina, senza distinzione di schieramenti. Dopo aver espresso a parole solidarietà ai giornalisti e alle maestranze che sono stati costretti a lasciare Canale 8 per responsabilità ascrivibili al comportamento dell’editore, in questi giorni alcuni candidati alle elezioni fanno a gara per partecipare ai dibattiti e alle trasmissioni elettorali dell’emittente, diventando essi stessi moralmente complici di irregolarità e illegalità diffuse».

Insomma, quando si tratta di racimolare qualche voto, certa politica, che dice di battersi per il lavoro, incurante dello scivolone, non sa resistere al richiamo della telecamera, qualunque essa sia: irresistibile videocrazia. Intanto la vicenda dell’emittente leccese Canale Otto ha avuto una ribalta nazionale, grazie all’interessamento del presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino, che ha informato della vicenda il Ministero competente e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. L’ex direttore dimissionario, Gaetano Gorgoni, è stato accolto di recente al Quirinale per leggere una relazione sullo stato del giornalismo locale, nell’indifferenza di una certa politica locale omertosa e vecchia.

 

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