La vittoria riportata in contrada “San Giuliano”, galvanizza notevolmente il morale delle forze francesi che, inorgoglitesi ulteriormente, si concentrano in Campi, da dove molto spesso partono per sortite e scorrerie in tutta la Provincia di Terra d’Otranto, seminando il terrore fra gli abitanti e danneggiando i raccolti.

Particolare bersaglio di queste sortite è l’area circostante Gallipoli, dove si e rifugiato il marchese di Atripalda Alfonso Granai Castriota, comandante delle forze spagnole nella provincia, dopo la sconfitta.
Infatti, Parabita ed Ugento, appartenenti al conte Francesco Orsini Del Balzo, si schierano apertamente dalla parte francese. L’obiettivo di questi è quello di riconquistare il feudo di Nardò per potersi nuovamente fregiare del titolo di duca pertanto, alleatosi con le forze di Francesco I, offre loro il castello di Parabita quale piazzaforte e presidio militare. È proprio da questa fortezza che partono le più violente incursioni condotte dai Francesi ai danni del circondario di Gallipoli, miranti a stanare le forze Spagnole qui stanziate. Deciso a rompere tale forma di assedio e ad assicurare la tranquillità degli abitanti delle campagne, Don Alfonso Castriota assolda ed addestra 600 uomini fra i Gallipolini, agli ordini di suo nipote Pirro Castriota, munendoli anche di un pezzo di artiglieria.
La mattina del 13 luglio 1528 le forze gallipoline, insieme alla forze spagnole di stanza, escono dalla città riuscendo ad agganciare il nemico in contrada “Pergolaci”, ora detta “Madonna della Vittoria” proprio in seguito all’esito dello scontro, nelle campagne fra Gallipoli ed Alezio, dopo circa un paio di miglia di cammino. Subito divampa lo scontro ma, questa volta, sono gli Spagnoli ad aggredire violentemente lo schieramento francese, infrangendone le linee e costringendole o ad una rotta disordinata verso Parabita, incalzati da un’incessante offensiva. Giunti nei pressi di tale piazza, lo scontro si estende prima all’area circostante, quindi all’interno dell’abitato. Molti Francesi cadono sul campo mentre altri vengono fatti prigionieri.
Alla fine la vittoria arride a Pirro Castriota, che prende possesso di Parabita e la cede a Gallipoli, insieme a quattro pezzi di artiglieria francesi requisiti. Con tale successo Pirro vendica anche la morte del fratello Ferrante, marchese di Civita Sant’Angelo e conte di Spoltore, ucciso dai Francesi nel 1525 nella battaglia di Pavia. Francesco Orsini Del Balzo fugge via, abbandonando Parabita.
Sul luogo di quella battaglia, sorge ancora oggi una cappella dedicata alla Madonna della Vittoria.

Cosimo Enrico Marseglia

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