Si è presentata davanti alla corte d’Assise di Brindisi con il volto coperto con una sciarpa e con un cappello, e si è avvalsa della facoltà di non rispondere, Giuseppina Marchello, la moglie dell’imprenditore Giovanni Vantaggiato imputato dell’attentato dinanzi alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi del 19 maggio 2012 nel quale morì la studentessa Melissa Bassi. La donna e’ testimone nel processo giunto alla quinta udienza.

”Per favore” ha solo risposto al presidente della corte, Domenico Cucchiara, che le ha chiesto di mostrare il viso per l’identificazione. La donna e’ rimasta seduta al banco dei testimoni per pochi istanti. Ha potuto avvalersi della facolta’ di non rispondere perche’ prossima congiunta dell’imputato, anche oggi assente. In aula sono presenti i genitori di Melissa, Massimo e Rita e quattro delle studentesse ferite.

”Dal giorno dell’attentato non dormo piu’, ho gli attacchi di panico, non esco piu’ da sola”. E’ quanto ha detto rispondendo alle domande del pm Guglielmo Cataldi Aurora Radeglia, una delle studentesse ferite nell’attentato all’Istituto Morvillo Falcone. ”Ho sentito il boato, ho visto volare i fogli per aria”, ha raccontato Aurora scesa dal pullman proveniente da mesagne sul quale aveva viaggiato Melissa Bassi, e che si trovava poco distante dal gruppo di compagne che hanno riportato lesioni piu’ gravi. La corte ha successivamente ascoltato Francesca Pietrafitta e Antonio Lioce che si trovavano a bordo di un’auto attorno all’1.30 della notte antecedente alla strage vicino alla scuola e che videro un uomo, sulla cui descrizione sono emerse alcune discrepanze, che trascinava un cassonetto. L’uomo e’ stato tratteggiato come un 50enne trasandato, alto circa 1 metro e 70, vestito di scuro, con un cappellino con visiera, di corporatura robusta.

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