Toccatine sul corpo di una minorenne adescandola con il pretesto di offrirle caramelle. Un uomo di Taviano, di 83 anni, rischia di finire sotto processo con l’accusa di violenza sessuale e il prossimo 18 febbraio dovrà comparire dinanzi al gup Annalisa De Benedictis nell’ambito dell’udienza preliminare

per difendersi dalle pesanti accuse contenute nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Il nome dell’anziano è già noto in altri fascicoli per vicende analoghe. Per alcune presunte violenze compiute nei confronti della propria badante l’ultrasettantenne ha già incassato una condanna passata, nel frattempo, in giudicato. Ora, però, una storia per certi versi ancor più grave perché le attenzioni sarebbero state riservate ad una ragazzina under 18. L’episodio finito all’attenzione della Procura risale a quest’estate. Facendo leva su rapporti di vicinato l’anziano avrebbe invitato la giovane ed una sua amica, (quest’ultima maggiorenne), a casa sua e nel corso della visita con la banale scusa di offrire alla minore un pacco di caramelle l’anziano avrebbe indossato i panni del molestatore. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe sfilato la maglia alla 17enne e l’avrebbe palpeggiata. La presunta vittima di quegli abusi, insieme all’amica, si sarebbe immediatamente allontanata dall’abitazione dell’anziano e sarebbe rientrata immediatamente a casa. Raccontò a caldo quanto le era successo poco prima in casa del vicino e, secondo le indagini, il padre della giovane accecato dalla rabbia, raggiunse l’abitazione dell’anziano per avere spiegazioni su quanto successo e il chiarimento sfociò in una violenta lite. Nell’immediatezza dei fatti, la minore raggiunse gli uffici della caserma dei carabinieri di Taviano denunciando l’episodio. I militari, subito dopo, inviarono un’informativa in Procura finita sul tavolo del sostituto procuratore Carmen Ruggiero. Nel corso delle indagini, la ragazza più grande avrebbe ritrattato le accuse sull’anziano confutando le accuse dell’amica. Nell’udienza preliminare potrà emergere la verità. L’imputato è difeso dall’avvocato Biagio Palamà. La parte offesa da Alessandro Lezzi.

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