Con tutta onestà, ammetto di non avere l’autorevolezza di fare paragoni dettagliati tra le decine di estremi difensori che si sono alternati tra i pali dei giallorossi, e ritengo che meno abbia senso stabilire una gerarchia, a maggior ragione nel ruolo di portiere.

 

Si potrebbero indicare i più rappresentativi forse, ma stabilire una classifica mi pare non corretto, certamente tra questi non si possono non ricordare i recordman.

Ecco perché il primo nome che mi viene in mente è quello di Giuliano Terraneo.
Il Lecce aveva perso un derby con il Bari, con un pallonetto da 40 metri che sorprese Braglia, che fino allora aveva alternato prove maiuscole a errori banali. La sconfitta impose alla società di intervenire, soprattutto per alleggerire il peso delle responsabilità di Braglia, ormai sotto pressione. Fu scelto Terraneo, sia per la sua grande maturità e notevole professionalità, ma anche per i suoi requisiti umani.
Una scelta azzeccatissima. Pochi come lui sul piano dei riflessi, volava a deviazioni di pura agilità, sia nelle conclusioni da fuori, sia nei tiri scoccati a distanza ravvicinata. Nella sua prima stagione tra i giallorossi stabilì il record d’imbattibilità del Lecce in serie B, 813 minuti senza subire gol, restando imbattuto dal 70° della 23° giornata al 73° della 32° giornata, quando Cinello mise fine all’imbattibilità. Era Lecce – Triestina = 3 – 1. Ed è sempre Terraneo che detiene per i giallorossi il record d’imbattibilità in serie A: 411 minuti. Complessivamente il portierone di Briosco(Mi) totalizzò 91 gettoni di presenze in maglia giallorossa, con 93 reti al passivo.

Mentre in Serie C, lo straordinario record d’imbattibilità ufficiale appartiene a Emerich Tarabocchia con 1790 minuti, rimanendo imbattuto dall’8° alla 28° giornata di campionato ‘74-‘75. Precisamente il Lecce non subì reti dal 3 novembre 1974 (Bari – Lecce = 1 – 0 Troja al ’82) al 6 aprile 1975 (Benevento – Lecce = 2 -0 Cascella al ’73)

Infine tra i portieri con più lunga imbattibilità, ricordiamo Aldo D’Ambrosi che nel campionato di IV serie ‘55-‘56 non subì reti per  710 minuti.

Il portiere, invece, che ha collezionato il maggior numero di presenze in maglia giallorossa è Fabrizio Lorieri. Uomo – simbolo e strepitoso protagonista della doppia promozione dalla Serie C all’A, fu un estremo difensore dalle grandi qualità acrobatiche.  Ben 140 i gettoni di presenza, di cui 33 in A, 74 in B e 33 in C, con tre promozioni all’attivo e una retrocessione al passivo.

Il portiere che vanta il maggior numero di presenze in massima serie è Antonio Chimenti, con 98 presenze, 142 reti subite e due salvezze.

Ma nella storia del Lecce, ci sono tanti e tanti altri difensori dei pali che vanno ricordati, tra questi: Luciano Gisberti, che negli anni ’40 collezionò 133 presenze; Giuseppe Eberle, che tra la fine degli anni ’40 e gli inizi del’50, raggiunse 116 partite in maglia giallorossa; Vincenzo Sicignano, 78 presenze in A e due salvezze, Antonio Rosati, 116 partite in maglia giallorossa tra serie A e B.

Dario De Carlo

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