”Sono berlusconiano e ieri eravamo piu’ di dieci a contestare Crozza”. Letterio Munafò, vice Presidente dell’Us Lecce, uno dei contestatori di Maurizio Crozza, ieri sera al Festival di Sanremo, oggi al programma di Radio2 ‘Un Giorno da Pecora’ ha spiegato i motivi che l’hanno portato a compiere quel gesto.

”Io sono andato a vedere il Festival della Canzone Italiana e non voglio sentire parlare di politica, e’ stata una tribuna politica che e’ durata tre quarti d’ora”, ha esordito l’agente assicurativo parlando coi conduttori Sabelli Fioretti e Lauro. Cosa ha urlato a Crozza? ”Io lo contestavo da seduto e poi mi sono alzato, per urlargli: qui non si parla di politica, vai casa. Comunque, dal nostro settore non sono partiti insulti e parolacce”. La politica non le piace, ma lei, fino all’anno scorso, ha fatto il consigliere PDL a Legnano. ”E’ vero, ma per dieci anni ho fatto l’Assessore per il partito socialista, quindi non ho fatto una contestazione perche’ si stava imitando Berlusconi”. Lei si definirebbe un berlusconiano? ”Si, sono berlusconiano quando si parla di politica, ma quando si parla di Sanremo vorrei che di politica non se ne parlasse proprio”. E’ vero, come ha detto il direttore di Rai1, che voi eravate degli habitue’ della contestazione? ”No, io non sono un habitue’, sono un moderato”. Quanti eravate a contestare? ”Molto piu’ di dieci, non e’ vero quello che dicono i giornali che eravamo solo due o tre”. Ma stasera contestera’ di nuovo? ”No, non contestero’ mai piu”’, ha concluso Munafo’.

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