Drammatico il bilancio sul lavoro nero nel Salento, in base ai dati relativi all’attività svolta dal Servizio Ispezione della Direzione Territoriale del Lavoro di Lecce (Ispettorato del Lavoro) in merito all’anno 2012.

Ecco i dati del 2012: 2.611 aziende ispezionate, di cui 2.112 irregolari in materia di normativa del lavoro, di legislazione sociale e sicurezza dei cantieri. Nonostante la presenza di 22.400 soggetti giuridici con posizione contributiva aperta, il controllo dell’ispettorato si pone in maniera efficace nei confronti delle stesse, mettendo in luce oltre l’80% delle situazioni irregolari presenti sul territorio.
Allo stesso modo, i controlli sono stati indirizzati con particolare riguardo alla situazione dei 4.313 lavoratori, di cui 1.789 sono risultati essere privi di copertura assicurativa e previdenziale.
I contratti di lavoro flessibile in materia di apprendistato, collaborazioni a progetto e cdd. false partite iva (lavoratori autonomi che di fatto erano occupati come dipendenti) che sono stati adeguatamente riqualificati in rapporto di lavoro subordinato sono stati 86.
Le violazioni contestate, anche di natura penale, in materia di sicurezza del lavoro sono state 748.
Le sanzioni amministrative pecuniarie, per quanto appena elencato, ammontano a € 4.265.880.
L’importo percepito con le agevolazioni di legge, a seguito di regolarizzazione delle violazioni contestate è stato pari a € 3.793.640, destinato all’Erario e al Fondo per gli Ammortizzatori Sociali. A seguito di ordinanza-ingiunzione del Direttore della Direzione Territoriale del Lavoro sono stati introitati € 396.125,55.
In fatto di evasione è stato accertato un imponibile contributivo ed assicurativo pari a € 6.597.420.
L’Autorità Giudiziaria dovrà inoltre occuparsi di 241 soggetti (lavoratori e datori di lavoro) per reati tra cui truffa ai danni degli enti previdenziali, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falso ideologico ed evasione contributiva.
È stata sospesa l’attività imprenditoriale di 516 aziende per aver occupato lavoratori in nero in una percentuale superiore al 20% della totale forza lavoro impiegata.
La cosiddetta economia sommersa risulta essere ancora e fortemente una piaga difficile da combattere che va affrontata non solo sul fronte repressivo, bensì su quello culturale. A documentare l’impegno della Direzione Territoriale del Lavoro in tal senso si possono elencare le svariate attività di prevenzione e promozione che, con una serie di iniziative, mirano a promuovere la cultura della legalità come strumento di crescita. Una piattaforma telematica verrà presto inaugurata per consentire ai lavoratori e alle imprese di interfacciarsi con le Istituzioni in maniera comoda ed immediata.
Vanno altresì citati spiacevoli episodi ai danni del corpo ispettivo che si è visto coinvolto in fatti di violenza verbale e non, che hanno portato in recenti avvenimenti anche all’arresto degli aggressori e alla conseguente condanna per direttissima a quattro mesi di reclusione.
L’anno 2013 vedrà la prosecuzione degli obiettivi, in accordo con il principio di prevenzione e repressione nei settori più delicati, in linea con le indicazioni ministeriali tese a garantire un’azione esaustiva negli ambiti della tutela in opposizione a fenomeni illeciti. Di pari passo procederà l’azione di contrasto nei confronti dell’economia sommersa, grazie soprattutto allo scambio delle banche dati con gli enti previdenziali e le agenzie fiscali.
Il giusto merito va anche ai cittadini che, sempre con maggiore attenzione e precisione, fanno pervenire le loro segnalazioni al fine di rendere un prezioso aiuto agli organi operanti in materia.
Per completezza si segnala anche l’attività finalizzata al soddisfacimento delle rivendicazioni patrimoniali dei lavoratori che ha portato ad attivare 199 tentativi di conciliazione monocratica tra le parti e l’adozione di 25 diffide accertative, che costituiscono titolo esecutivo per il recupero del credito retributivo non soddisfatto a favore del lavoratore.
Infine, si rende noto che il 31 gennaio, nel corso di un’importante operazione, è stata sospesa l’attività di un noto panificio in quanto non in linea con le direttive in materia di lavoro in nero. Cinque lavoratori su undici risultavano dunque non regolari, di cui tre di nazionalità indiana, uno di nazionalità rumena e uno di nazionalità italiana. Non è ancora chiaro se l’ingresso dei citati extracomunitari fosse legalmente riconosciuto e se le restanti norme in materia di lavoro, ancora i fase di verifica, siano state rispettate.
Il Servizio Ispezione della Direzione Territoriale del Lavoro di Lecce è formato da 34 ispettori operanti nell’ambito della vigilanza ordinaria, disposti in due Unità Operative, da 6 ispettori tecnici per quanto concerne la sicurezza del lavoro, da 5 militari assegnati al Nucleo CC Ispettorato del Lavoro, dipendenti della Direzione, nonché da 4 ispettori applicati all’Ufficio legale e contenzioso.

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