Tre anni e quattro mesi a fronte dei quattro inflitti in primo grado. E’ quanto deciso dai giudici d’Appello, (Presidente Pietro Baffa), a carico di Cinzia Prinari, 49enne leccese che hanno così parzialmente abbassato la condanna invocata dal procuratore generale Claudio Oliva.

La donna finì nei guai nel dicembre del 2007 con le accuse di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e inosservanza degli obblighi della sorveglianza speciale. In casa gli agenti di polizia trovarono e sequestrarono circa 4 grammi di cocaina oltre a tutto il materiale solitamente utilizzato per il confezionamento delle dosi e per la Prinari scattarono le manette. L’imputata era difesa dall’avvocato Giancarlo Dei Lazzaretti.