E’ la naturale domanda che il vero tifoso leccese si pone dopo che, nel periodo di sosta, ci sono stati alcuni avvenimenti che, comunque, rappresentano un trauma nella vita societaria…

La crisi latente che avvolgeva il Lecce come il boa avvolge le sue vittime prima di soffocarle, sembrerebbe finalmente risolta. L’allenatore così violentemente contestato dalla tifoseria è stato esonerato e con lui tutto lo staff tecnico compreso quel Lorieri, per anni  beniamino dei tifosi che, se ben ricordo, avevano anche proposto il suo nome come “team manager”. Via anche lui,”tabula rasa” per ripartire di nuovo.
La squadra è stata affidata ad un tecnico della cui “salentinità” si è assolutamente certi ma che, in ogni caso, dovrà essere valutato  alla prova sul campo. Allora , dopo aver sentito le esternazioni a caldo del patron circa i comportamenti di Ferrario e Legittimo, aver preso atto della risposta, anche probabilmente in sede giudiziaria che i due vorrebbero intraprendere, aver sentito, quasi all’unisono da parte dei calciatori, professione di fede e di impegno agonistico ma, soprattutto di certezza di promozione, non ci resta che aspettare. Nell’attesa però qualche considerazione ci sia consentito farla.
So che qualcuno mi considera o mi ha considerato troppo lerdiano perché ho cercato sempre di scindere le responsabilità del tecnico da quelle dei calciatori, attribuendo a questi ultimi responsabilità dirette nelle ultime prestazioni. A questo punto mi è d’obbligo ricordare qualche responsabilità recente tipo: errore di Benassi a San Marino o qualche rigore di troppo provocato da disattenzione o superficialità, espulsioni del tutto gratuite (vero Diniz?) e tante altre cose che nulla hanno a che vedere con il tecnico ma che hanno inciso sul Lecce per un valore di almeno 3-4 punti di classifica. Si dirà che il tecnico non ha saputo tenere lo spogliatoio come se avere a che fare con oltre 30 giocatori fosse una cosa semplice (Real Madrid docet con Mourinho contestato da Casillas e Sergio Ramos e Mourinho non mi sembra proprio uno sprovveduto!), ma si dice che il calcio sia questo e che a pagare siano sempre gli allenatori ai quali si contesta di non aver capito nulla.
Detto questo, poiché la situazione era ormai diventata insostenibile, sono convinto come sia stato necessario dare una svolta e cambiare. Cambiare con chi? Il sostituto è stato Toma anche in nome della sua “salentinità” a prova di bomba. Conosco il tecnico e le sue idee tattiche e affermo che in carriera ancora non ha ottenuto i successi di categoria che merita e che, mi auguro, possa immediatamente conquistare. Il celebratissimo Conte ha “studiato” in qualche modo i suoi sistemi di gioco, un po’ zemaniani e, quindi molto dispendiosi sul piano fisico. Non so se riuscirà pienamente a conquistarsi la fiducia dello spogliatoio ma, sicuramente, anche i “senatori” dovranno correre almeno un po’, e questo è già sufficiente. Ha promesso un gioco brillante ma, cosa più importante, ha promesso la promozione in B, affermazione, questa, molto impegnativa sul piano personale. Spero che la tifoseria più viscerale ed oltranzista gli sia vicino e non cerchi il pelo nell’uovo se ci saranno scelte tecniche non sempre condivise. Lo spogliatoio sono anche i tifosi a doverlo mantenere unito smettendo di eleggere beniamini particolari che si fanno forti di questo credito della tifoseria per mettere poi in difficoltà il tecnico chiamato a fare scelte sempre e, comunque, difficili. Toma è un allenatore anche entusiasta e bisogna sempre incoraggiarlo in questo entusiasmo; certo anche lui potrà fare qualche scelta non opportuna o anche errata, ma lo farà sempre in buona fede. Mi aspetto, piuttosto, di vedere i nostri “pregiati” calciatori fornire sul campo il supporto che il tecnico merita, mettendoci da adesso e fino alla fine del torneo la grinta, l’abnegazione e l’impegno che il campionato richiede. I tifosi più incisivi, quelli che seguono anche gli allenamenti, controllino e verifichino l’impegno dei calciatori e si rendano conto che, spesso, la responsabilità non è solo del tecnico.
Ad  Antonio Toma l’augurio più sincero di buon lavoro nella speranza che sia un vero salentino a portare il Lecce in serie B.

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