“In seguito all’incontro tenutosi lunedì 4 febbraio a Palazzo Carafa relativo al fenomeno dell’erosione delle coste e del rischio idrogeologico sull’immediato entroterra – spiega l’assessore alle Politiche Ambientali, Andrea Guido – sono in grado, finalmente, di avere una chiara fotografia della situazione. Sono convinto che un assessore, per affrontare nel modo migliore un problema, debba, prima di tutto, ascoltare i cittadini e, subito dopo, i tecnici al fine di proporre le dovute soluzioni.

E’ chiaro che un assessore nella maggior parte dei casi, non è un professionista specializzato in riferimento alla delega assegnata, ma ha il dovere di trasformarsi in uno studioso della materia al fine di arrivare a risolvere determinate problematiche e proporre un sistema organizzativo che sia di indirizzo ai tecnici che lo supportano. Ecco perché, ormai da mesi, sul tema dell’erosione costiera, cerco di raccogliere le istanze dei cittadini, dei visitatori che durante l’estate affollano le nostre marine e degli operatori economici che svolgono le loro attività legate alla fruizione del mare e delle spiagge”.

“In questa fase – aggiunge l’assessore Guido – è importante chiarire  il ruolo che ognuno è chiamato a svolgere. I tecnici dell’Ufficio Ambiente, degli uffici regionali e del Ministero sono chiamati a contrastare la furia del mare e a minimizzare il rischio idrogeologico sull’entroterra, salvaguardando ambiente e cittadini. Gli operatori del settore, invece, devono adoperarsi nel salvaguardare la propria attività impegnandosi a svolgerla nel pieno rispetto dell’ambiente.
Partendo da questi presupposti si muoverà la mia azione che, invece, cercherà con coerenza di mettere insieme queste 2 competenze. Presenterò la mia idea nei prossimi giorni alla Commissione consiliare di riferimento al fine di mettere al corrente sia i rappresentanti di maggioranza sia quelli di minoranza circa le soluzioni che si intenderanno adottare per la risoluzione e/o il contenimento di un problema che non può e non deve assumere alcun colore politico e, soprattutto non può e non deve essere strumentalizzato da nessuna delle coalizioni politiche presenti sul territorio. Vorrei precisare che l’ultima riunione, e mi riferisco a quella tenutasi lunedì scorso presso la sala giunta di Palazzo Carafa, si è svolta a porte chiuse solo e esclusivamente perché si trattava di un incontro in cui dover trattare tematiche estremamente tecniche”.

“Il piano che mi prefiggo oggi – spiega l’assessore Andrea Guido – è abbastanza semplice e, allo stesso tempo, spero, efficace: sulla fascia costiera bisognerà sfruttare la pianificazione già in itinere (Piano del Parco di Rauccio, Piano delle Coste e Piano di Rigenerazione Urbana) e, allo stesso tempo, per le aree non toccate da tale pianificazione, occorrerà organizzare la dovuta progettualità. Intendo adottare uno strumento di pianificazione unico che possa tenere presente le risultanze di tutti gli altri precedenti e che dovrà avere come protagonisti sia gli operatori pubblici sia gli operatori privati i quali dovranno assolutamente lavorare ad unisono e convenzionarsi tra loro, onde evitare inutile dispendio di forze progettuali ed economiche prodotte in maniera solitaria. Tale strumento organizzativo renderà maggiormente appetibile il territorio, anche per gli eventuali nuovi operatori economici con tutti i vantaggi connessi per la sua fruizione, soprattutto da parte dei cittadini. Allo stesso tempo si porranno forti paletti per la salvaguardia ambientale. Pertanto, in questa fase, svilupperò al massimo il lavoro di progettualità organizzativa del territorio tramite gli uffici dell’Assessorato per arrivare ad un lay out completo e, questa volta, sorretto da tutti coloro che hanno interessi legittimi nella soluzione della problematica dell’erosione”.

 

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