”Il Presidente Vendola mi dice che sono stato ‘volgare’ nelle espressioni e me ne scuso. Rendendo il più elegante possibile la forma, ripropongo la sostanza dei miei interrogativi: e’ normale che questa inchiesta mi fu preannunciata da lui in diretta televisiva a fine febbraio 2005

e che un anno e mezzo dopo io venni a conoscenza di essere stato iscritto nel registro degli indagati pochi giorni prima che lui me lo preannunciasse?”. Cosi’ l’ex ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, rispondendo all’attuale governatore della Puglia e leader di Sel, a proposito della condanna a quattro anni di reclusione ricevuta al termine del processo di primo grado nota come ‘La Fiorita’.
”E’ normale – si chiede ancora Fitto – che uno dei pm che ha indagato su di me per 5 anni e’ diventato ‘in corso d’opera’ assessore della sua Giunta? E’ normale che delle inchieste condotte da quello stesso pm sulla Giunta Vendola non si sappia piu’ nulla? E’ normale che secondo i giudici io, da Presidente della Regione – prosegue – non potevo non sapere, mentre nel caso di inchieste su di lui e la sua Giunta, e’ stato ritenuto che lui potesse non sapere? E’ normale che il giudizio sul Presidente Vendola sia stato affidato ad un giudice che sembrerebbe essere amico di sua sorella? Al netto della forma, che spero si perdonera’, questa e’ la sostanza sulla quale sono certo che il Presidente Vendola vorra’ illuminarmi insieme con i nomi dei presunti delinquenti d’alto bordo a cui fa riferimento oggi”.

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